“Non ti devi fare problemi, è successo, gli incidenti succedono, solo che purtroppo il lavoro è questo, devi i danni. Quindi se non vuoi problemi né fuori e né dentro I’azienda, è meglio che paghi”. Il discorso, già di per sé minaccioso, assumeva contorni peggiori quando la vittima, un giovane autista di una nota azienda di logistica barese, scopriva che a parlare era stato Franco, detto “Ceschetto”, figlio del boss di Bari vecchia Tonino Capriati.
La vicenda, conclusasi questa mattina 6 novembre con l‘arresto ai domiciliari di Francesco Capriati e di Giuseppe Morea, responsabile del parco mezzi dell’azienda di logistica, nasce da un incidente stradale a Torre a Mare, nel quale il ragazzo aveva riportato danni fisici con una prognosi di 10 giorni e il furgone che guidava aveva subito gravi danneggiamenti. Da quel momento in poi, durante la degenza dell’autista, erano cominciati i problemi. Se, da una parte, l’impresa si era limitata a notificargli un provvedimento disciplinare, dall’altra parte Morea aveva cominciato a tartassarlo di richieste di risarcimento, quantificate in 23.400 euro, e cioè il valore del furgone detratte le rate già pagate.
Gli aveva poi revocato le ferie e ancora, consigliandogli di lavorare quattro giorni a settimana anche per un’altra azienda dello stesso gruppo per coprire le rate mensili di risarcimento dei danni. Non riuscendo a convincerlo, lo aveva poi portato a Valenzano, in un bar della villa comunale, dove ad attenderlo c’erano due persone, una delle quali era Ceschetto, che aveva prima commentato la casistica degli incidenti per poi ‘consigliargli’ di pagare i danni.
Una volta usciti, quando il ragazzo non aveva compreso con chi avesse parlato, Morea gli aveva chiarito: “Quello è il figlio di Tonino Capriati e quindi capisci bene chi avevi davanti”. Spaventato e deciso a non pagare, l’autista si era presentato in Questura e aveva denunciato l’accaduto, depositando anche tutte le chat nelle quali Morea proseguiva nelle richieste estorsive, proponendo un accordo con un costo ridotto ma continuando a minacciarlo fisicamente. A quel punto, le denunce della vittima sono diventate materia per una richiesta di arresto, concesso dalla gip ed eseguito oggi.







