Chiuse le indagini su 10 persone, 5 delle quali appartenenti alla famiglia di costruttori baresi Degennaro, accusati di bancarotta fraudolenta patrimoniale, da reati societari e per atti dolosi nonché bancarotta fraudolenta preferenziale. I finanzieri del Nucleo Pef del Comando provinciale di Bari stanno notificando ai 10 gli avvisi di conclusione. Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Bari, i reati sarebbero stati commessi nella gestione di quattro società, tutte riconducibili al gruppo Sud Commerci. Nell’elenco degli indagati figura anche Giacomo Olivieri, ex consigliere regionale arrestato nel febbraio 2024 nell’ambito dell’inchiesta “Codice interno”. I cinque componenti della famiglia Degennaro sono i fratelli Emanuele, Davide e Anna, la madre Giacoma Viterbi e il figlio di Emanuele, Giuseppe. Gli altri indagati sono Raffaele Giove, Vincenzo Laudiero, Benito Umberto Giarletti e Luigi Ungaro.
Le indagini hanno preso le mosse dall’accesso alle procedure concorsuali di una delle società in stato di insolvenza; per le altre tre imprese, invece, la Procura ha successivamente richiesto la liquidazione giudiziale, dopo che gli investigatori avevano ricostruito una rilevante esposizione debitoria verso l’Erario e gravi situazioni di squilibrio finanziario ed economico.
In particolare, gli indagati avrebbero distratto e/o dissipato una parte consistente del patrimonio delle società, pari a oltre 58 milioni di euro, attraverso complesse operazioni infragruppo, simulate al fine di giustificare l’uscita di ingenti flussi finanziari, così sottraendoli alla garanzia dei creditori. Contestati anche pagamenti di fatture relative a operazioni inesistenti ed erogazioni di risorse finanziarie in favore dei soci, persone fisiche, che non sono mai state restituite, e pagamenti preferenziali fatti in violazione della par condicio creditorum.
Attraverso lo studio della documentazione, poi, i finanzieri hanno potuto ricostruire il reiterato e sistematico mancato versamento delle imposte dovute, per complessivi 15 milioni di euro, quale illecito sistema di auto-finanziamento frutto di una studiata pianificazione preventiva, con evidente danno per l’Erario. Allo scopo di ritardare l’emersione del dissesto e reiterare l’attività distrattiva degli asset patrimoniali delle diverse società, i responsabili hanno, infine, falsificato i bilanci di esercizio delle società, principalmente attraverso la sopravvalutazione di partecipazioni infragruppo.







