Si è spento oggi Beppe Vessicchio, il maestro d’orchestra icona della TV italiana odierna. Ad appena 69 anni, Vessicchio è deceduto all’ospedale San Camillo di Roma, dove era stato trasportato a seguito di un malore improvviso.
Una notizia che sta sconvolgendo tanti. Il maestro, nato a Napoli nel 1956, è entrato nei cuori di tutti gli spettatori per il suo fare pacato, la professionalità, la capacità empatica e il suo modo goliardico di stare al gioco. Spesso ‘bersaglio’ di meme bonari, la sua carriera è indissolubilmente associata al concorso musicale per eccellenza, Sanremo, di cui è stato presenza fissa dal 1990 diventandone il simbolo. Per tutti gli amanti del festival e non, un Sanremo senza Vessicchio è un Sanremo più silenzioso. Insignito di numerosi premi come miglior arrangiatore, Beppe Vessicchio è stato per quattro volte vincitore come direttore d’orchestra nell’ambito della rassegna musicale sanremese: nel 2000 per ‘Sentimento’ degli Avion Travel, nel 2003 con Alexia ‘Per dire di no’, nel 2010 con Valerio Scanu ‘Per tutte le volte che’ ed, infine, nel 2011 per ‘Chiamami ancora amore’ di Roberto Vecchioni.
Il celebre maestro, fine conoscitore musicale, era molto legato alla nostra regione. Egli stesso aveva raccontato dei suoi esordi in Rai a metà anni ’80 durante i quali si era consolidata la conoscenza e l’amicizia col clarinettista e sassofonista jazz di Ruvo di Puglia, Santino Tedone, ricordato in numerose interviste. Non si tratta dell’unico legame con il tacco dello stivale. Vessicchio aveva visitato in più occasioni, l’ultima delle quali a marzo, quando era stato ospite nella splendida cornice di Crispiano (in provincia di Taranto) nell’ambito del progetto Arte Sospesa promosso dall’Accademia Musicale Puccini (iniziativa vincitrice dell’avviso pubblico PugliaCapitaleSociale 3.0 della Regione Puglia).
Il 25 marzo Vessicchio aveva parlato di uno dei suoi ultimi progetti per unire benessere, armonie, frequenze, natura e sostenibilità, dimostrando nella Masseria Amastuola Wine Resort come la musica possa migliorare la qualità dei vini liberando nuovi sapori e profumi. E proprio in Puglia, il maestro portava avanti una delle sue passioni: la coltivazione di pomodori e vino a cui far ‘ascoltare’ musica (Mozart, in particolare) per crescere prolifere. Uno studio scientifico svolto dalle Università di Firenze e Pisa, dimostra la connessione tra piante e musicai e come la musica classica migliori la qualità dei prodotti della natura. Come lo stesso direttore d’orchestra aveva più volte dichiarato nelle sue interviste: “Il suono è un linguaggio in grado di interagire con la materia, non solo biologica, tramite i principi elettrici. Le piante sono state i primi testimoni e mi hanno dato le prime risposte. Il suono è movimento delle molecole dell’aria sollecitate da una sorgente: un amplificatore, una corda che vibra, una campana. È sempre aria che si muove, ma bisogna capire come”.
Nello stesso mese di marzo, l’indimenticato maestro aveva fatto parte della giuria della finalissima di MusicGallery, il contest musicale tenutosi al Parco Commerciale di Casamassima per l’edizione 2025, premiando i vincitori. “Ciao Maestro, e grazie di tutto – si legge in un post pubblicato sui social da MusicGallery -. Oggi piangiamo la scomparsa del Maestro Peppe Vessicchio, una figura straordinaria della musica italiana e un punto di riferimento per generazioni di artisti. Per noi di Music Gallery, il Maestro non è stato solo un grande musicista e direttore d’orchestra, ma anche un amico e un mentore: per anni ha guidato con passione e sensibilità la giuria delle nostre finali, regalando ai giovani talenti parole di incoraggiamento e insegnamenti preziosi. La sua competenza, la sua umanità e il suo amore per la musica resteranno impressi nel cuore di tutti noi. Grazie, Maestro, per ciò che ci hai donato”.








