Hanno risarcito in tutto o in parte l’Agenzia delle entrate di Bari i 28 dentisti del Barese che secondo la pm di Bari Luisiana Di Vittorio, tra il 2015 e il 2020, avrebbero evaso 6 milioni di euro, utilizzando software gestionali paralleli per rendicontare in maniera non ufficiale i propri guadagni e ostacolare, così, i controlli finanziari. Nell’udienza di stamattina, 10 novembre, dinanzi alla gup Antonella Cafagna, i legali dei professionisti hanno discusso sulla quantificazione del risarcimento che consentirebbe poi il patteggiamento. Posizione diversa, invece, quella dell’ingegnere informatico di Palo del Colle, Tommaso Carbone, assistito dall’avvocato Andrea Moreno, che avrebbe progettato e venduto con la sua società, la Tomprojects, un programma che consentiva di tenere un aggiornamento continuo sulle entrate non fatturate. L’accusa per tutti è di dichiarazione fraudolenta.
L’inchiesta nacque da una verifica fiscale nei confronti di un odontoiatra, e dalle dichiarazioni di una dipendente licenziata da uno degli studi, che rivelò ai finanzieri che con la pressione del tasto F12 e l’inserimento di una password il software di contabilità consentiva di passare alla gestione ‘in nero’. I dati venivano poi salvati su una chiavetta Usb. Il punto sulle richieste degli imputati sarà fatto nella prossima udienza del 26 gennaio.







