Cicogne in volo che trasportano bimbi in fasce, mongolfiere coloratissime e simpatici animali marini. L’atmosfera piena di vita riempie le pareti della nuova foresteria dell’Ospedale Di Venere di Bari, dedicata alle mamme dei neonati ricoverati in Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale con patologie complesse che richiedono degenze prolungate e un’intensa continuità di cure. Un luogo inaugurato questa mattina, in occasione della “Giornata mondiale della Prematurità”, frutto di un progetto condiviso di umanizzazione delle cure partito da lontano, ma che vede finalmente la luce come il pianto liberatorio di un pargolo appena venuto al mondo.
La foresteria conta tre stanze, ciascuna con due posti letto, un’area relax comune e una cucina attrezzata: uno spazio pensato per accogliere, sostenere e permettere alle madri di restare accanto ai propri bambini nei momenti più delicati del percorso post-nascita, rafforzando un modello assistenziale orientato alla centralità della famiglia. Una realtà sanitaria fondamentale per restare accanto ai tanti genitori che si ritrovano ad affrontare la prematurità dei propri figli, considerando i dati che confermano come ogni anno, nel mondo, quasi 1 neonato su 10 nasca pretermine, ovvero prima della 37esima settimana di gestazione.
“La foresteria è il risultato di un progetto che parte da lontano – ha detto il direttore generale della ASL, Luigi Fruscio –. Fu del dottor Antonello Del Vecchio, scomparso prematuramente nel maggio del 2021, la volontà di realizzare una foresteria per le mamme, progetto poi portato avanti dal dottor Gabriele D’Amato e dalla dottoressa Flavia Petrillo. Oggi siamo in grado di offrire un supporto concreto alle famiglie, sia sul piano sanitario sia su quello logistico: le mamme dei neonati ricoverati in terapia intensiva potranno trascorrere più tempo accanto ai loro figli, rafforzando il legame e riducendo lo stress dei piccoli. Allo stesso tempo, per chi proviene da lontano, ci saranno meno disagi logistici, minori costi e tempi di spostamento ridotti.”
L’accesso alla foresteria sarà riservato alle madri dei pazienti ricoverati per periodi medio-lunghi o in condizioni cliniche che richiedono una presenza genitoriale costante. Le assegnazioni saranno coordinate dall’Unità Operativa, secondo criteri di priorità clinica e assistenziale.
“Abbiamo concepito questo spazio – ha spiegato il direttore della Neonatologia e Utin, Michele Quercia – come un ambiente accogliente e funzionale, dotato di zone dedicate al riposo, alla cura personale e alla condivisione. Non si tratta solo di una struttura ricettiva, ma di un tassello essenziale del modello Family Centered Care che da sempre contraddistingue la nostra Neonatologia. È un approccio che riconosce la famiglia come parte attiva della cura, soprattutto in ambito pediatrico e di terapia intensiva neonatale. Con questa iniziativa rafforziamo la convinzione che prendersi cura del neonato significa prendersi cura anche della sua famiglia, garantendo un’assistenza completa, integrata e profondamente umana.”







