Una riforma ‘ineluttabile’, come la definiscono i penalisti baresi che oggi hanno presentato le ragioni del sì al referendum costituzionale della giustizia, da organizzare entro il 18 marzo 2026, dopo che la Corte di cassazione il 18 novembre ha approvato i quattro punti: la separazione delle carriere dei magistrati, l’istituzione di due Csm separati – uno per i giudici e uno per i pm – entrambi presieduti dal presidente della Repubblica e composti tramite sorteggio. Infine, l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare autonoma, alla quale vengono trasferite le competenze sui procedimenti disciplinari oggi in capo al Consiglio superiore della magistratura. La Camera penale di Bari, condividendo la posizione dell’Unione camere penali, ha istituito un comitato provinciale per spiegare le ragioni ai cittadini, individuando un referente per ogni Comune.






