In una relazione del 5 gennaio 2021 aveva attestato in una perizia che non era compromessa la stabilità della palazzina di via Pinto 6, e che i lavori di messa in sicurezza non fossero necessari, malgrado lui stesso in un sopralluogo avesse evidenziato problemi di degrado del calcestruzzo e delle armature in ferro. Per questo Giulio Madaro, 53enne residente a Monopoli, è il nono nome del registro degli indagati della Procura di Bari, che indaga sul crollo dell’immobile, avvenuto il 5 marzo scorso al quartiere Carrassi di Bari. Madaro era stato nominato curatore nell’ambito di una procedura fallimentare per la vendita, tra l’altro, del piano interrato, dove erano stati disposti i puntelli e dove si sarebbero sgretolati i pilastri.
Con lui, oltre al legale rappresentante della “Dell’Aera Costruzioni” s.r.l., impresa esecutrice delle opere, ai quattro progettisti e direttori dei lavori e al collaudatore delle opere strutturali, primi ad essere iscritti, anche i rappresentanti legali della Socedil srl, Raffaele Depalma, e della CN Energia srl, Silvestro Carbotti. Le due aziende, per il procuratore aggiunto Ciro Angelillis e la pm Silvia Curione, avrebbero eseguito “opere di puntellamento insufficienti e inadeguate, adottando poi ulteriori condotte attive e omissive in corso di approfondimento e in tal modo sottovalutavano il rischio di collasso dell’intero edificio”. Il 12 dicembre si terrà dinanzi alla gip del tribunale di Bari, Chiara Maglio, l’incidente probatorio per cristallizzare gli atti fin qui acquisiti, al quale parteciperanno i legali di tutte le parti coinvolte nella vicenda.







