“Giuro”, diretto da Antonio Palumbo, non è solo un cortometraggio, ma un pugno nello stomaco, che racconta il dramma delle violenze rivolte al personale sanitario, pubblico e privato. Lo dimostrano i volti segnati e commossi dei tanti medici e infermieri che hanno lasciata la sala del Multicinema Galleria alla fine della proiezione in anteprima dell’ultimo lavoro cinematografico del regista barese, promosso e prodotto dall’Inail Direzione regionale per la Puglia e Oz Film.
Al centro del corto, girato tra le corsie dell’Istituto Tumori Bari Giovanni Paolo II, la storia di un ragazzo che lotta tra la vita e la morte, in un letto d’ospedale. Ma suo padre e il medico che ha in cura il 20enne hanno un conto in sospeso. Il destino di questo giovane è affidato a un giuramento fatto trent’anni prima. Sullo schermo va in scena la cruda realtà di un fenomeno dilagante e quotidiano: stando ai dati, nel 2024, a fronte di 28.578 infortuni totali, 2.464 (8,62%) rappresentano episodi di violenza contro i sanitari; in Puglia nello stesso anno, su 2.217 infortuni riconosciuti nel settore sanitario le aggressioni sono state 134 (6,04%).
Numeri preoccupanti che devono fare i conti anche con una marcata sottostima statistica. L’opera di Palumbo spiega come l’aggressione al personale sanitario non rappresenti solo un rischio per l’integrità fisica o psicologica dei lavoratori, ma un vero e proprio rischio organizzativo e sistemico, capace di compromettere la qualità dell’assistenza, la sicurezza dei pazienti e la stabilità del clima lavorativo.






