La pioggia incessante non ferma molti studenti e lavoratori del settore pubblico e privato scesi in piazza Umberto oggi, 28 novembre, per radunarsi e poi procedere in corteo, aderendo allo sciopero generale proclamato da Usb, Cub, Sgb e Cobas contro la legge finanziaria 2026 del governo Meloni. I manifestanti baresi hanno sfilato lungo via Crisanzio, via Quintino Sella, via Capruzzi, fino a corso Vittorio Emanuele II, raggiungendo poi piazza Libertà, anche in memoria di Benedetto Petrone, giovane militante comunista colpito a morte 48 anni fa, il 28 novembre 1977, a Bari Vecchia, da una squadra di neofascisti. “Blocchiamo tutto, scendiamo in piazza, abbassiamo le armi e alziamo i salari”, questo il claim dell’agitazione nazionale, che ha visto anche l’astensione dal lavoro del personale scolastico, del trasporto pubblico e altri enti.
Tra gli obiettivi dello sciopero la lotta contro l’economia di guerra, il precariato, gli stipendi troppo bassi, l’emergenza sanità oltre alla difesa del popolo palestinese. Temi che i sindacati porteranno in strada a Roma, domani, 29 novembre, in una manifestazione nazionale, in vista anche del futuro sciopero del 12 dicembre indetto dalla Cgil. “Le finanziarie si affannano a destinare alla spesa militare fondi che potrebbero servire – spiega l’Unione Sindacale di Base di Bari – al mantenimento e al miglioramento di scuole, università, ospedali, case popolari, che già sono in condizioni disastrose da decenni”.






