Da gennaio a dicembre. Anzi, da “scennare” a “decembre”: è il Calendario barese (U’ Calannàrie barèse) 2026, che parla in vernacolo, intitolato “Cusse add o’ stam jè u megghiie paise!”. Parla e cattura con i modi di dire più belli della tradizione barese e immagini suggestive della città per ogni mese dell’anno. Ed è così che detti storici come “Buttati che l’acqua è bassa”, “Dove arrivi pianti il zippo”, “Il polpo si cuoce nella sua acqua” e tanti altri, tutti scritti in dialetto barese, arrivano a rappresentare i mesi dell’anno, tra immagini del lungomare, di un marinaio con il polpo arricciato e di scorci caratteristici della città vecchia, ma non solo.
“È un calendario abbastanza grande, in formato 33×48. È pensato non solo per i baresi – racconta Michele Schirone, ideatore del calendario e della tombola in dialetto barese, a Telebari – ma anche per i tanti turisti italiani e stranieri che affollano la città: per ogni mese in dialetto, c’è sotto la traduzione in italiano. Ho voluto attribuire una bella immagine fotografica della città a ogni tipico detto dialettale: racconta la nostra identità e le nostre radici”. E quando termina l’anno, del calendario se ne potrà fare un altro uso: “Quando finisce l’anno – continua Michele Schirone – il calendario non va buttato perché si possono ritagliare i quadretti con le immagini per averli sempre con sé”. La prima edizione del Calendario barese 2026, che ha un costo di 14,80 euro, arriva dopo il successo della divertente tombola in dialetto barese, il gioco che racconta Bari tra detti, tradizione e ironia: 90 numeri, ai quali corrispondono vari simboli locali e tradizionali della cultura del capoluogo pugliese, tabellone barese, cartelle e una confezione di vere orecchiette di pasta.
Orecchiette secche, sì, un altro simbolo di Bari. Che però non sono un omaggio per cucinarle magari con il ragù di braciole, ma svolgono la funzione di copri-numero delle cartelle. “Quasi tutti mi chiedono se possono mangiarle! (ride, ndr). Sono realizzate in pasta, ma sono state confezionate esclusivamente per giocare”. La tombola barese ha esordito nel 2021, riscuotendo una buona popolarità: “Il successo della tombola in dialetto barese è cresciuto di anno in anno – confida con orgoglio Schirone – Ho avuto richieste anche da Lussemburgo e America, da baresi emigrati. Per quest’anno ho scelto una nuova copertina, con una bellissima foto panoramica del nostro lungomare. Oggi la si può trovare nelle migliori librerie di Bari e in altri esercizi commerciali”. Il numero più simpatico? “Per me è il 44: la braciola! Uno dei nostri simboli. Il calendario e la tombola sono gesti d’amore verso la nostra città e le nostre belle tradizioni”. Il calendario barese 2026 e la tombola in dialetto barese fanno parte del brand “La Càpe a la Sciocque!” di Michele Schirone e sono distribuite dalla “Magik-Art” di Bari e dai rivenditori autorizzati.