La nonna ha già tirato fuori dalla credenza pentole e tegami per soffriggere sughetti deliziosi di pesce, in vista del cenone del 24 dicembre. Manca pochissimo al Natale e se nelle cucine dei pugliesi l’arsenale per la cottura di primi e secondi piatti è già pronto, c’è chi quest’anno è più combattuto che mai nell’acquisto di prodotti ittici. Perché il caro-pesce si fa sentire e pesa nelle tasche degli italiani, a causa di un’impennata del 20-25% rispetto allo scorso anno, toccando una spesa complessiva di 792 milioni di euro. Stando alle ultime stime di Confcooperative Fedagripesca, durante le festività 2025 non ci si potrà permettere a cuor e portafogli leggero i crostacei, con mazzancolle oggi tra i 18 e i 23 euro/Kg all’ingrosso, aumentati del 22,3% in una settimana, così come il polpo che ha già superato la soglia dei 20 euro/Kg (+5%), con tendenza al rialzo man mano che ci si avvicina al 24 dicembre. Intoccabili in diverse pescherie baresi le vongole veraci arrivate a costare 30 euro al chilo, solitamente protagoniste indiscusse del cenone di Natale, stessa piaga anche per le aragoste in vendita a 140 euro al chilo, rispetto ai 110 euro del 2024.
Insomma l’amarezza nei commercianti c’è, da imputare all’inflazione, all’aumento dei costi della benzina per i trasporti dei prodotti e alla presenza di specie ittiche nei nostri mari che finiscono per decimare la fauna marina locale. Eppure sono ancora tantissimi i baresi in coda in pescheria per accaparrarsi pesce fresco e frutti di mare da gustare a tavola tutti insieme, nel pieno rispetto delle tradizioni culinarie.






