C’era una volta una madre che per rimanere da sola in cucina mandò il figlio fuori casa. Era il 24 dicembre, doveva preparare la cena per i tanti parenti che avrebbe accolto la sera, e quel figlio fra i piedi avrebbe dato solo fastidio. Potrebbe cominciare così, la favola che racconta la Vigilia di Natale a Bari: perché il capoluogo pugliese è con buona probabilità l’unica città d’Italia ad avere un rito mattutino tutto suo, laico e molto alcolico. Per i baresi la Vigilia fa rima con aperitivo, e lo si fa rigorosamente all’aperto, andando a passeggio con un bicchiere in mano, fermandosi di bar in bar per fare gli auguri ad amici e sconosciuti, per poi tornare a casa giusto in tempo per darsi una rinfrescata e mettersi a tavola per il primo cenone delle feste. È l’occasione perfetta per entrare nel clima natalizio, salutare magari qualche fuorisede di ritorno, consegnare regali prima che sia troppo tardi.
Il rito dell’aperitivo del 24 a Bari è diventato un fenomeno a tutti gli effetti, un grande evento che – vista la mole di gente che si riversa per le strade, e non sono soltanto giovani – ha bisogno di regole. L’ordinanza del Comune è arrivata puntuale come ogni anno, e non si potrà diffondere musica con casse all’esterno dei locali – ma va bene la musica dal vivo in acustico – come non si potrà vendere bevande in bottiglie di vetro. Per il resto la parola d’ordine è divertirsi, e magari non esagerare con l’alcol cercando anche di mangiare qualcosa. Facendo gli scongiuri del caso affinché non piova, dato che il maltempo è annunciato e il drink annacquato sarebbe una sciagura.
I locali che propongono l’aperitivo della Vigilia di Natale, a Bari, sono ormai praticamente tutti, soprattutto in centro: è pronta la Ciclatera – nella doppia sede, sulla Muraglia e a Bari vecchia – così come lo sono Ottone e La Iosa, Pamperi e Luau Tiki Bar nella zona Umbertina, giusto per citarne qualcuno. Si alzano i calici pressoché ovunque, anche fuori dal centro, lo fanno i bar e pure i ristoranti. E la moda dell’aperitivo è ormai talmente diffusa che lo organizzano anche attività che non sono propriamente legate alla ristorazione, come Some Bari to love a Bari vecchia (vendono t-shirt, cappelli, accessori e oggetti d’arte) e Pitstop garage in via Omodeo, negozio di moto. Altro dato interessante è che l’unicum barese sta prendendo piede anche in provincia, e infatti spulciando sui social si trovano appuntamenti anche a Modugno e Bitetto, a Bitonto e Bitritto. Bari domina, comunque, e non sono sulle strade e nelle piazze. C’è chi preferisce il mare, e quindi Bar Project dà appuntamento in spiaggia a Pane e pomodoro, con dj-set e aperitivo ecologico per chi raccoglie mozziconi di sigarette. Stessa organizzazione da BP Lab (via Ottavio Serena, con Pasquale Trentatre in consolle e Marco Iacobone), mentre al Palabartino si punta a valorizzare incontri e socialità. Ancora mare a San Girolamo, al Lido Adria: “Non è vigilia senza aperitivo”, dicono, ed è impossibile dargli torto.







