Venerdì 16 gennaio il Palatour di Bitritto ospiterà “Le emozioni che abbiamo vissuto”, il progetto teatrale in cui Walter Veltroni sceglie di mettersi in gioco in prima persona, salendo sul palco per raccontare e raccontarsi, ripercorrendo alcuni dei decenni più intensi e significativi della storia recente italiana e mondiale. Assieme a lui, sul palco, l’amatissimo pianista torinese Gabriele Rossi. Lo spettacolo vanta più di quaranta repliche lungo tutto lo Stivale. Veltroni, durante un’intervista a Social Night, si è detto particolarmente felice di tornare in Puglia, regione in costante cambiamento. ”Siete la testimonianza che le cose possano cambiare, il mio amico Antonio Decaro è la persona giusta per proseguire questo cambiamento”.
L’ex sindaco di Roma costruisce uno spettacolo di ampio respiro che nasce dal desiderio di restituire ciò che la vita gli ha donato, condividendo con il pubblico un percorso fatto di memoria, emozioni e consapevolezza. Il racconto si sviluppa come un viaggio che attraversa gli ultimi decenni del Novecento, dagli anni Sessanta agli anni Duemila, mettendo al centro il fattore umano e personale come chiave di lettura dei grandi eventi storici. Non una lezione di storia, ma un racconto intenso e partecipato, in cui i ricordi individuali diventano memoria collettiva. “Non è vero che il passato è meglio del presente”, ha affermato Veltroni sempre in collegamento con Telebari.
Quella in scena al Palatour è la prima parte del progetto, dedicata agli anni Sessanta, quando tutto sembrava possibile. Il decennio viene raccontato a partire dall’Italia ancora incerta degli anni Cinquanta, passando per l’energia creativa della ricostruzione e arrivando a quella ondata di libertà e cambiamento che coinvolse un’intera generazione. Un periodo che si apre con immagini di speranza e fiducia – Gagarin, Giovanni XXIII, le atmosfere leggere di Sapore di sale – e si chiude con eventi traumatici e simbolici come le bombe di Piazza Fontana e lo scioglimento dei Beatles nel 1970, lasciando milioni di fan in lacrime. Stesse lacrime e stesso rispetto che meriteranno, poi, nel 1996 i fan dei Take That e nel 2016 quelli dei One Direction. Perché, proprio come ha ricordato Veltroni a Social Night, la storia va rispettata sempre indipendentemente dalla generazione alla quale si appartiene.






