Una vacanza in Medio Oriente si è trasformata in un incubo per una famiglia di Bari rimasta bloccata a Doha, in Qatar, dopo la chiusura dello spazio aereo seguita alle esplosioni registrate negli ultimi giorni in diverse città, tra cui Dubai, Gerusalemme, Abu Dhabi e la stessa capitale qatarina. Emiliano Salvemini, barese, si trova da una settimana a Doha con la moglie e il figlio, mentre la figlia è rimasta in Italia. Il rientro era previsto nella notte del 1 marzo, ma il volo è stato improvvisamente cancellato a causa dell’innalzamento dell’allerta e della sospensione di numerose tratte internazionali. La compagnia aerea ha indicato come possibile nuova data di partenza il 5 marzo, senza però fornire alcuna certezza.
All’inizio della crisi, la famiglia ha seguito le indicazioni delle autorità italiane registrandosi sul portale Viaggiare Sicuri, ma da quel momento non ha ricevuto alcun contatto diretto né dalla Farnesina né dall’ambasciata italiana. Salvemini racconta di aver preso lui stesso l’iniziativa: “Abbiamo chiamato noi l’ambasciata e il 2 marzo siamo riusciti a parlare con qualcuno, ma non abbiamo ricevuto un grande aiuto. Ci hanno detto di rivolgerci alla compagnia aerea per verificare il rientro e di inviare una mail all’ambasciata di Doha con i nostri dati. Però ci hanno anche spiegato che non avevano informazioni sul rientro e che la situazione qui sarebbe stabile perché non vedono più missili”. Una stabilità che, secondo la famiglia, non corrisponde a quanto vissuto sul posto: “Ieri mattina, 2 marzo, ci sono state esplosioni. E il ministro degli Esteri del Qatar ha dichiarato che risponderanno ai bombardamenti dell’Iran. Si prospettano peggioramenti”.
Nel frattempo, la famiglia vive ore di attesa e incertezza, insieme a molti altri turisti rimasti bloccati. Salvemini sottolinea come, al momento, l’unico sostegno concreto sia arrivato dalle autorità locali: “Siamo in attesa che la Farnesina ci fornisca informazioni e istruzioni su cosa fare. Chi si sta muovendo, però è il governo del Qatar che si è offerto di coprire le spese per chi si terrà qui bloccato, cosa che invece non è stata offerta dalla Farnesina. Siamo in attesa”.





