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Home » Attualità » Fondi Pia e MiniPia bloccati in Puglia, Decaro: “L’arrivo di nuove domande avrebbe messo in crisi le aziende”

Fondi Pia e MiniPia bloccati in Puglia, Decaro: “L’arrivo di nuove domande avrebbe messo in crisi le aziende”

diLa Redazione
5 Marzo 2026
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Decaro

© Riproduzione riservata

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Sarà una task force per la valutazione delle istanze pervenute a consentire entro la fine dell’anno non solo l’evasione delle pratiche per i finanziamenti già ricevute e che hanno ottenuto il Cup, ma l’evasione di tutte le pratiche, così da giungere all’erogazione dei fondi e favorire la ripartenza economica. È quanto ha detto il presidente della giunta regionale Antonio Decaro nella seduta congiunta delle commissioni I e IV, presiedute rispettivamente da Ubaldo Pagano e Antonio Tutolo, riunitasi oggi d’urgenza, su richiesta di tutti i consiglieri di maggioranza.

La richiesta è nata dalla necessità di avere dal presidente Antonio Decaro e dall’assessore Eugenio Di Sciascio chiarimenti circa la sospensione temporanea della ricezione di nuove istanze a valere sugli avvisi pubblici “Contratti di Programma (CdP)”, “Programmi Integrati di Agevolazione (PIA)”, “Mini Pacchetti Integrati di Agevolazione (MiniPIA)”, “Programmi Integrati di Agevolazione nel settore turistico-alberghiero (PIA Turismo)”, “Mini Pacchetti Integrati di Agevolazione nel settore turistico-alberghiero (MiniPIA Turismo)” finanziati con risorse PR Puglia FESR – FSE+ 2021-2027, deliberata due giorni fa dalla giunta regionale e che ha creato grande allarme tra gli imprenditori e tra i consulenti.

La richiesta da parte della maggioranza, illustrata da Giovanni Vurchio (Pd) ha mirato soprattutto a consentire la massima trasparenza sullo stato delle risorse residue per ciascuna misura sospesa, sulle istanze pervenute e ammesse all’istruttoria, sui criteri di valutazione, sui tempi e su eventuali economie e soprattutto sulle prospettive di rifinanziamento degli strumenti finanziari e sulla riapertura dei bandi. “Una scelta responsabile da parte della giunta – ha detto Vurchio – ma che rende necessario spiegare le motivazioni che hanno indotto la giunta regionale a compierla in modo così rapido e soprattutto rassicurare le imprese”.

Decaro ha spiegato in modo dettagliato come il numero delle domande e le richieste economiche pervenute hanno già superato il budget a disposizione della Regione. “Un atto di responsabilità – ha argomentato – perché l’arrivo di nuove domande e la successiva attribuzione del Cup avrebbero potuto mettere in crisi alcune aziende che non avrebbero poi potuto ottenere i finanziamenti a causa dell’esaurimento delle risorse”.

Il presidente ha spiegato: “Con il bando di fine 2023 a oggi abbiamo 4.450 richieste di investimenti per complessivi per 5 miliardi e 400 milioni di euro, per i quali la stima delle agevolazioni richiesta (la parte cioè finanziata dalla Regione) ammonta a 2 miliardi 700 milioni di euro, a fronte di una disponibilità attuale di risorse per un miliardo 550 milioni di euro, delle quali un miliardo 350 milioni di fondi dedicati alle misure (fondi europei) e altri 150 milioni da recuperare dai fondi di ristoro Fsc per le domande presentate fino al 2023 e 50 milioni dalla linea di finanziamento Step. Ci sono quindi un miliardo 1.550 milioni di euro a fronte di richieste per 2 miliardi e 700 milioni, con uno sbilancio di 1 miliardo 150 milioni”.

Come sarà coperto tale sbilancio? Decaro ha spiegato che una parte sarà fisiologicamente recuperata dalla percentuale di circa il 20/25 per cento di domande che non arriveranno a finanziamento, per rinunce, per mancati investimenti e per quelle che non arrivano a buon fine. Un’altra parte potrà provenire dalla rimodulazione dell’Fsc. Una parte della rimodulazione sarà semplice, e ammonta a 330 milioni di euro, già previsti all’interno della misura competitività imprese e compatibile con i bandi in corso. Un’altra parte dovrà invece essere oggetto di rinegoziazione con il governo centrale per cambiare la destinazione di fondi erogati per interventi non più realizzabili o ritenuti non più strategici. L’idea è di andare anche oltre la cifra di 1 miliardo 150 milioni, provando a rimodulare una parte più consistente del Fsc, che è in totale di 4 miliardi e 900 milioni di euro, per poterli destinarne a riaprire i bandi, magari rivedendo le modalità e le misure più rilevanti da sostenere (innovazione, ricerca, formazione – per esempio – piuttosto che building), dialogando con il partenariato.

Delle 4.450 pratiche presentate solo 390 sono state evase. Da qui la necessità di una task force che permetta una più rapida procedura di esame, con l’auspicio di concludere antro la fine dell’anno tutte quelle pendenti. I tempi però, ha spiegato Decaro anche in risposta alle critiche sulla farraginosità delle procedure, sul malfunzionamento della piattaforma e sulla possibile incompetenza o insufficienza delle risorse dedicate alla valutazione delle istanze avanzate da gran parte della minoranza, non dipendono solo dalla celerità delle strutture ma anche dal tempo di reazione delle imprese, laddove vengono richiesti documenti o integrazioni necessari a far avanzare il procedimento.

Decaro ha riferito anche i numeri delle istanze arrivate. Per i contratti di programma, quindi grandi imprese, ci sono state 37 istanze per un totale di 99 imprese, per i Pia sono state registrate 330 istanze per 348 imprese, per i MiniPia 1.850 istanze, per il Pia turismo 26 istanze e per il MiniPia turismo 410 istanze. Il presidente della commissione Pagano ha concluso la seduta dando atto a Decaro della necessità di intervenire in un momento in cui si scontano senza dubbio gli effetti di misure pensate in un lungo momento di crisi e che necessitava di azioni anticicliche per far marciare l’economia. “Ora – ha rimarcato – è il momento di passare da una fase straordinaria ad una gestione ordinaria”.

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