“Con un aumento di 0,30 euro al litro più Iva in appena tre giorni, i costi orari delle lavorazioni agricole sono letteralmente esplosi, con il rischio concreto che trattori e macchine agricole restino fermi nei campi e che anche i pescherecci non possano uscire dalle banchine, per questo motivo è urgente adottare misure di sostegno immediate a favore delle piccole e medie imprese agricole e della pesca, messe in grave difficoltà dal repentino balzo dei prezzi del gasolio agricolo”. A denunciare la situazione, legata agli effetti “della guerra in Iran”, è Coldiretti Puglia che segnala gli aumenti dei costi del carburante che “si ripercuotono sulla competitività delle imprese agricole e della pesca” della regione.
Dai rilevamenti di Coldiretti “un aumento del prezzo del carburante di 30 centesimi al litro comporta al momento per le aziende agricole pugliesi circa 25 milioni di euro di costi aggiuntivi, solo per il carburante”. “Questa escalation dei costi è insostenibile e – afferma il presidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo – mette a rischio la sopravvivenza delle nostre imprese agricole. Serve un intervento immediato da parte delle istituzioni per evitare che i campi restino senza lavorazioni e che la produzione regionale ne risenta gravemente”. “Le aziende agricole e della pesca pugliesi non possono sopportare questi rincari improvvisi”, aggiunge il direttore di Coldiretti Puglia, Pietro Piccioni, nel sottolineare che “senza sostegni urgenti, rischiamo di interrompere attività fondamentali per l’economia regionale e per l’approvvigionamento alimentare delle famiglie”.
In questo contesto, nel pomeriggio, è arrivata una nota della Guardia di Finanza che “rafforza i controlli su tutta la filiera distributiva dei carburanti, alla luce degli aumenti dei prezzi dei prodotti energetici registrati negli ultimi giorni con l’esplosione della guerra in Medio Oriente”. L’intensificazione dell’attività di controllo è scattata su indicazione del Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro delle Imprese e del Made in Italy. Gli interventi delle Fiamme Gialle saranno “finalizzati da un lato a verificare l’osservanza delle norme in materia di trasparenza e pubblicità dei prezzi al consumo, dall’altro ad analizzare l’andamento dei valori di mercato dei prodotti energetici, in tutte le fasi di commercializzazione, anche allo scopo di far emergere eventuali accordi anticoncorrenziali”.
Allo stesso tempo, “tenuto conto che rapide oscillazioni dei prezzi al consumo possono alimentare il rischio di maggior ricorso a canali illeciti di approvvigionamento – sottolineano ancora i finanzieri -, sarà intensificato il controllo economico del territorio, per far emergere eventuali condotte di evasione o di frode”.







