Più del Met Gala, più del Festival di Canne, per non parlare dell’Eurovision: l’unica festa fondamentale di maggio per tutti i baresi (e non solo) è la festa di San Nicola. Tre giorni di eventi, concerti, esibizioni, celebrazioni liturgiche, luminarie, spettacoli e l’immancabile corteo, dal 7 al 9 tutti celebrano il Santo patrono della città, ognuno a proprio modo.
Infatti, a dispetto degli ultimi eventi di cronaca nera che stanno facendo tremare il borgo antico, si combatte il timore che qualche ‘guastafeste’ possa rovinare i tre giorni più belli di maggio, difendendo a spada tratta San Nicola, simbolo di accoglienza, e ricordandone attraverso (talvolta bizzarri) oggetti di merchandise e gadget (a metà strada tra il sacro e il profano) lo spirito ‘allegro’: quella cifra del santo che ‘balla’ tra i flutti marini e procede a suon di musica per le strade di Bari. Insomma, ‘toccateci tutto, ma non il nostro San Nicola’.
Ed ecco perché, anche quest’anno, si sprecano le creazioni che vogliono rendere omaggio al Santo più amato e invocarne la protezione. ‘San Nicola fammi una grazia’, chiede a gran voce la gelateria del borgo antico per eccellenza, Gentile, con una grafica stampata su bianche t-shirt in edizione limitata e acquistabili presso il punto vendita dal 7 al 10 maggio. Non è l’unica novità. Per il 2026, Gentila ha pensato in grande con l’evento ‘La grazia dei baresi – corsetta e gelato’ in collaborazione con Fush: il 9 maggio, gratuitamente e previa iscrizione, chi vorrà potrà tracciare un percorso di 2km, 4km fino a un massimo di 5km, con partenza (alle 9.30) e arrivo in gelateria. Alla fine della corsa, a tutti i partecipanti è riservato un meritatissimo Ba’Col, il pan dolce farcito con gelato artigianale a scelta, dedica per eccellenza a San Nicola. “L’evento nasce per valorizzare la festa e rafforzare l’identità della città, promuovere benessere e senso civico, e raccontare, anche attraverso la corsa, la parte più autentica e unita delle persone che la vivono ogni giorno”, affermano da Gentile.
E se chiedere una grazia non è sufficiente, state pur tranquilli che San Nicola ‘vede e provvede’. Lo promette Mina Salamino, con l’originale t-shirt dove, tra le trame del tessuto, sbuca l’occhio attento di San Nicola.
La moda all’ultimo grido è proprio ‘indossare’ il santo e raccontare le tradizioni cittadine legate alla festa dell’8 maggio, come il ‘ciavarrust di inghimiridd’. L’odore inconfondibile degli involtini sulla brace invade le vie di Bari Vecchia e del Lungomare durante questa giornata e a imprimere l’immagine delle donne alle prese con la griglia è Interno 12 attraverso le magliette create e stampate in collaborazione con Garted. Al lancio della collezione di capi ‘nicolaiani’, l’8 maggio, Interno 12 ha pensato a un evento tout court, con annessa esibizione fotografica a cura di Alessandro Lupelli, sorprese firmate Forst e un misterioso ospite ‘miracoloso’.
I gadget di San Nicola non rappresentano solo un ricordo tangibile della festa, ma anche un modo per sostenere le tradizioni locali e la creatività artigianale pugliese. Acquistare un gadget di San Nicola significa sostenere l’artigianato pugliese e portare a casa un pezzo di Bari. Se I_Knit_You dipinge scorci della città ‘vestita a festa’ in cui riecheggia un unico motto ‘Sanda Necole pensaci tu’, le creative ragazze della merceria di via Pasubio 140, Creattiva, hanno fatto del santo una decorazione in feltro. E le artigiane di Terra Bianca, a Poggiofranco, si sbizzarriscono tra calamite e persino tappi per bottiglie. Scamarcia Design rende il patrono un’icona decisamente pop: sono note le sue statue fluorescenti in PLA che quest’anno, in occasione della festa barese, “verranno regalate ad alcune attività storiche baresi, in colori personalizzati”, come ci svelano dalla bottega.
L’ispirazione nicolaiana arriva ovunque nella regione: la scena della caravella che solca le onde, guidata dal Santo accerchiato dai bambini, di cui è il protettore, ha stimolato la creatività de La terra rossa, storica bottega artigiana di Rutigliano. La città della ceramica per antonomasia forgia e tornisce il patrono in varie forme, dimensioni e ambientazioni; ma c’è una prece che unifica tutto il tacco dello stivale e di cui si fa portavoce Moccia-Pagliarulo, punta di diamante dell’arte del fischietto, ed è: ‘Sand Nicol proteggici da l rizz vacand”.








