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Home » Attualità » Specie aliene nei mari di Puglia, pescata ricciola giapponese: “Entrata dalle zavorre delle navi”

Specie aliene nei mari di Puglia, pescata ricciola giapponese: “Entrata dalle zavorre delle navi”

diLa Redazione
26 Giugno 2026
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Ricciola Giapponese

© inaturalisti.org

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Specie aliene del mare, a Nardò, nel Mar Ionio, è stato pescato per la prima volta un esemplare di ricciola giapponese (Seriola quinqueradiata). Questo pesce non era mai stata documentato nel Mediterraneo. L’areale naturale di questa specie nativa del Pacifico nord-occidentale, si estende lungo le coste dal Mare della Cina Orientale e dal Mar del Giappone fino alle acque coreane: è entrata nel Mediterraneo attraverso il trasporto involontario attraverso le attività marittime internazionali, nelle zavorre delle navi, data l’enorme distanza geografica.

La ricciola giapponese è una rara specie di pesce nativa del Pacifico nord-occidentale, classificata come ‘aliena’: è stata catturata al largo di Nardò, nelle vicinanze dell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo, nel Salento. Gli adulti della specie sono predatori pelagici, cioè vivono in acque aperte in superficie, capaci di percorrere lunghe distanze in modo stagionale. L’esemplare è finito nelle reti di un pescatore professionista, qualche mese fa, ma poiché il pesce somigliava a una ricciola comune (Seriola dumerili), ben nota ai pescatori del Mediterraneo, ma con alcune differenze morfologiche abbastanza evidenti da insospettire chi la conosce bene, l’uomo ha avvisato i ricercatori. Dopo le analisi, questi hanno identificato l’esemplare come Seriola quinqueradiata, la cosiddetta ricciola giapponese. Lo studio che documenta la scoperta è stato pubblicato nel 2026 sulla rivista scientifica “Acta Adriatica” da un team guidato dall’Università di Catania. Poche settimane dopo, lo stesso pescatore nella stessa zona ne ha catturata una seconda, più grande. Il primo esemplare aveva un peso eviscerato di 587 grammi e una lunghezza alla forca di 35,5 cm, dimensioni compatibili con un individuo giovane (la specie può superare i 100 cm). Il secondo, catturato il 23 marzo 2026 nella stessa area, misurava 60 cm per 2.580 grammi, ed è stato consumato dal pescatore prima di poter essere analizzato. L’identificazione in questo caso si è basata sulle fotografie che mostravano caratteristiche morfologiche esterne coerenti con quelle del primo esemplare. Due individui pescati in meno di due mesi nella stessa area rappresentano un dato sufficiente per pensare a un evento di introduzione, per quanto sia ancora prematuro parlare di una popolazione stabile. Nel Mediterraneo sono già presenti quattro specie di carangidi del genere Seriola: Seriola dumerili, Seriola rivoliana, Seriola fasciata e Seriola carpenteri. La ricciola giapponese sarebbe la quinta, e l’unica di origine pacifica.

L’identificazione definitiva dell’esemplare catturato a Nardò è avvenuta combinando l’analisi morfologica con il Dna barcoding: un metodo che consiste nell’isolare e sequenziare un breve frammento del gene mitocondriale COI (citocromo c ossidasi, subunità I), la cui sequenza è specifica per ogni specie e funziona come un identificatore molecolare. Il frammento sequenziato (644 paia di basi) è stato confrontato con il database internazionale GenBank: la corrispondenza con sequenze di Seriola quinqueradiata era del 99,84%, con copertura del 100%. L’analisi è stata ulteriormente confermata costruendo un albero filogenetico con le sequenze di tutte le specie congeneri disponibili nel database, nel quale il campione pugliese si raggruppa chiaramente con le ricciole giapponesi. Le modalità con cui l’esemplare è arrivato nel Mediterraneo restano incerte. Secondo gli autori della ricerca, “tra le ipotesi più plausibili vi è il trasporto involontario attraverso le attività marittime internazionali”. Le larve o i giovani esemplari potrebbero essere stati trasportati nelle acque di zavorra delle navi oppure tramite commercio non dichiarato di organismi marini legato all’acquacoltura. Una dispersione naturale dall’Oceano Pacifico appare invece molto meno probabile, data l’enorme distanza geografica. Questi avvistamenti confermano una trasformazione biologica profonda del Mediterraneo: negli ultimi decenni il numero di specie non indigene nel Mare Nostrum è aumentato in modo significativo, favorito dall’intensificarsi dei traffici marittimi e dal riscaldamento delle acque.

Negli ultimi tempi, altre specie come il pesce scorpione, infatti, sono arrivati nel Mediterraneo dal Canale di Suez con altrettante tre specie estranee che sono: il pesce palla maculato, il pesce coniglio scuro e il pesce coniglio striato. Per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, alcune specie restano occasionali, altre si stabiliscono e possono alterare gli equilibri degli ecosistemi locali anche se nel caso della ricciola giapponese parliamo di una delle specie ittiche d’allevamento più importanti al mondo. In Giappone è un’autentica istituzione gastronomica: conosciuta come hamachi da giovane e buri da adulta, è un prodotto di altissimo pregio consumato rigorosamente crudo, ingrediente fondamentale per sushi e sashimi.

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