Chiuse 58 partite Iva a rischio frode nella provincia Bat. La Guardia di finanza di Trani, tramite una accurata analisi predittiva, ha individuato una platea di 58 imprese ad alto rischio frode nel territorio che, in assenza di un tempestivo e incisivo intervento delle Fiamme gialle, avrebbero potuto alterare la concorrenza, con ciò arrecando ulteriori danni alle casse dello Stato e alterando l’ordine pubblico economico della provincia, alterando la libera concorrenza.
La pericolosità delle partite Iva selezionate è stata confermata dalla titolarità di debiti multimilionari nei confronti dell’Erario, nonché, in taluni casi, la gestione delle stesse a opera di rappresentanti legali con precedenti giudiziari specifici, tra i quali si annoverano fatti di truffa, ricettazione e bancarotta fraudolenta.
L’azione della Polizia Economico Finanziaria a carattere preventivo è stata resa possibile attraverso l’utilizzo di uno strumento recentemente introdotto nella legislazione tributaria, per effetto del quale è stata avanzata richiesta all’Agenzia delle Entrate di disporre la cessazione della partita IVA delle imprese segnalate, l’esclusione dalla banca dati dei soggetti passivi che effettuano operazioni intracomunitarie (VIES) e l’applicazione delle sanzioni amministrative per un ammontare complessivo di 174mila euro.
Il provvedimento richiesto ha consentito sia di prevenire l’impiego delle partite Iva segnalate per la commissione di condotte illecite, sia di imporre l’apertura di una nuova partita Iva esclusivamente dietro presentazione di una fideiussione bancaria del valore di almeno 50mila euro.
All’esito del monitoraggio eseguito dalle Fiamme gialle della Provincia, è stato possibile ottenere i seguenti risultati: 12 provvedimenti di cessazione di partita Iva a rischio frode ai sensi dell’articolo 35 co. 15 bis 1 del D.P.R. 633/1972; 36 provvedimenti di cessazione di partita Iva d’ufficio; 10 cessazioni di partita Iva operate dal contribuente.







