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lunedì 19 Aprile 2021
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Festa della Liberazione e coronavirus, Decaro: “Stiamo vivendo una guerra. Dobbiamo resistere e reagire”

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In occasione del 75esimo anniversario della Liberazione nazionale, questa mattina, l’amministrazione comunale, insieme all’ANPI, ha organizzato un momento commemorativo a Palazzo di Città dove il sindaco Antonio Decaro, insieme al prefetto Antonia Bellomo e alla vicepresidente provinciale dell’ANPI Anna Lepore, ha deposto una corona d’alloro presso la lapide commemorativa affissa sulla facciata esterna del Palazzo di Città.

Emozionante il momento dell’inno nazionale. Da pelle d’oca, come sempre, il Silenzio eseguito da un trombettiere dell’Aeronautica militare. Pregne di significato, poi, le parole del sindaco Decaro. “Oggi siamo qui – ha detto – per rendere omaggio alle donne e agli uomini che 75 anni fa diedero vita a uno straordinario movimento di popolo per riaffermare quei principi di libertà e di democrazia negati dal fascismo e dagli orrori della guerra”.

“Nessuno di noi avrebbe mai potuto immaginare un 25 aprile come questo – ha detto ancora Decaro -. Un’Italia ferma, per decreto, per contrastare un nemico invisibile. Un nemico silenzioso ma insidiosissimo che ha mietuto oltre 25mila vittime nel nostro Paese. Rendiamo onore all’eroismo dei cittadini baresi che morirono nella lotta partigiana in una Bari semideserta. In assenza dei cittadini e dei rappresentanti istituzionali. Ma è come se la nostra piazza fosse ugualmente gremita e animata. In questo tempo siamo chiamati non solo a condividere regole e misure necessarie a frenare la curva del contagio, ma soprattutto a impegnarci affinché nessuno resti indietro. Oggi più che mai siamo chiamati a resistere e a restare uniti, sebbene a distanza di sicurezza, per immaginare nuove politiche di sviluppo, di coesione sociale e di tutela dei nostri concittadini più fragili”.

“Stiamo vivendo una guerra – conclude il sindaco -. Sicuramente meno cruenta del passato, che però rischia di cambiare per sempre quello che è stato per 75 anni l’assetto sociale ed economico del nostro Paese. E per questo abbiamo bisogno di trovare dentro di noi le ragioni, gli ideali e le energie per reagire. Così come fecero allora i nostri padri e i nostri nonni. Viva la liberazione, viva la Repubblica, viva l’Italia”. Al termine della cerimonia il maestro Roberto Ottaviano ha eseguito ‘Bella ciao’.

Tante i pensieri veicolati anche attraverso i social. Tra questi, quello dell’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Bari, Carla Paolone. “Oggi la Festa della Liberazione dal nazifascismo sarà una giornata diversa – scrive l’assessore su Facebook – non ci saranno manifestazioni pubbliche, non potremo incontrarci per abbracciarci e onorare quel 25 aprile di 75 anni fa che ha cambiato per sempre la nostra storia, non onoreremo tutti insieme la memoria di chi ha perso la vita per restituirci la libertà. Questo non toglierà nulla al significato, bellissimo e profondo, della Liberazione, perché, proprio in questo momento, ora più che mai, il desiderio di lottare, di resistere, di non mollare deve essere ancora più forte, in tutti noi. Buona Festa della Liberazione, Bari”.


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