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giovedì 15 Aprile 2021
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Pazienti Covid che non necessitano di cure ospedaliere: USCA operative a Triggiano, Palo, Grumo e Altamura

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Sono partite, nella ASL di Bari, le prime unità di assistenza domiciliare dei pazienti Covid: uno degli strumenti cruciali per gestire al meglio la fase 2 dell’emergenza sanitaria. A Triggiano, Palo, Grumo e Altamura da questa mattina sono al lavoro i medici in forza alle Usca – Unità Speciale di Continuità Assistenziale. Si tratta di giovani motivati, con esperienze specifiche di assistenza territoriale maturate anche in altre regioni italiane, che saranno impegnati ad assistere anche a domicilio tutti quei pazienti che possono evitare l’ospedalizzazione. L’obiettivo è quello del monitoraggio e della presa in carico dei pazienti Covid e dei relativi contatti. Per contenere la diffusione del contagio e, nello stesso tempo, ridurre l’afflusso negli ospedali.

Sono entrate in azione, quindi, le prime 4 unità speciali delle 9 che la ASL ha deciso di attivare. Dieci i medici a disposizione a Palo per coprire i distretti 1, 2 e 3. Sette i medici che lavoreranno ad Altamura per coprire il fabbisogno assistenziale della popolazione residente nel distretto 4. A Grumo, operativi nove medici per i distretti 5 e 9. A Triggiano, dieci i professionisti a disposizione per i residenti dei distretti 10 e 11.

Il secondo step dell’attivazione è previsto il 15 maggio, quando cominceranno a essere operativi i sette medici della USCA di Gioia del Colle che servirà il distretto 13. Nella stessa giornata entrerà in azione l’unità speciale dell’Area Sud con sede logistica all’hospice San Camillo di Monopoli che, con nove medici, avrà sotto la sua responsabilità i distretti 12 e 14. Il cronoprogramma della ASL si concluderà il 18 maggio con l’attivazione presso la sede dell’ex Cto di due USCA impegnate nel distretto di Bari – 20 medici – e di una seconda unità nel territorio di Palo e Bitonto.

“Abbiamo attivato 9 Usca per gestire questa fase dell’emergenza – dichiara il direttore generale, Antonio Sanguedolce – le unità speciali sono state distribuite sulla base di macro aree, in relazione anche ai pazienti sottoposti a sorveglianza epidemiologica. Sono stati reclutati complessivamente 72 medici, divisi tra medici di continuità assistenziale e liberi professionisti”.


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