Home Attualità Bari, lettera degli avvocati penalisti al Ministro Bonafede: “Priorità all’edilizia giudiziaria barese”

Bari, lettera degli avvocati penalisti al Ministro Bonafede: “Priorità all’edilizia giudiziaria barese”

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Il presidente della Camera Penale di Bari, Guglielmo Starace, ha consegnato nelle mani del sindaco Decaro una lettera indirizzata al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, a due anni esatti dalla chiusura del Tribunale di Via Nazariantz, a Bari. Nella lettera aperta la richiesta esplicita di dare priorità all’edilizia giudiziaria barese “nominando – si legge nel testo – anche un commissario ad acta per l’evidente stato di emergenza e di urgente e grave necessità, per risolvere un problema che offusca la dignità dello Stato”.

Dopo appena un mese dalla chiusura del Tribunale Penale, a giugno del 2018 “la Protezione Civile allestì delle tende da campo sul piazzale del Tribunale per celebrare le udienze già fissate, rinviandole a data fissa ed evitando migliaia di notifiche a carico degli uffici”. Fu in quell’occasione che il ministro Bonafede fece tappa a Bari per accertarsi della grave situazione lavorativa del tempo.

Ma da allora nulla. Dopo un peregrinare degli avvocati baresi nelle varie sedi in cui amministrare la Giustizia (piazza De Nicola, via Brigata Regina, la sede dell’ex Tribunale di Modugno e di Bitonto), si è arrivati a settembre 2019 – un anno e tre mesi dopo l’installazione delle tende – per trasferire parte degli uffici della Procura della Repubblica nella sede dell’ex Palazzo Telecom di via Dioguardi.

Adesso, però, in piena emergenza sanitaria, sono arrivate le nuove disposizioni anti Covid in tema di distanziamento sociale. A tal proposito “in virtù di uno studio del Responsabile della Prevenzione, la maggior parte degli ambienti adattati ad aule destinate alle udienze (8 su 14) del Palazzo di via Dioguardi, non possono contenere più di 6 persone, e la più grande non può contenerne più di 18”. Una condizione di estrema precarietà che complica ulteriormente la situazione di disagio che stanno vivendo tutti gli operatori della giustizia barese.

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