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Londra, la barese Serena scrive a Conte. L’appello: “Dopo il 3 giugno tamponi per chi torna in Italia” – VIDEO

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Periferia londinese. La capitale britannica ospita quasi mezzo milione di italiani. Tra questi Serena, avvocato barese trapiantata nel regno Unito, che pochi giorni fa ha scritto una lettera al Presidente del Consiglio facendosi portavoce di tutti quei connazionali italiani all’estero che da un lato sperano di poter riabbracciare i propri cari nella propria casa ma dall’altro non vogliono essere vettori del virus da un paese all’altro.

Dal 3 giugno, infatti non saranno più soggetti a limitazione gli spostamenti all’interno dell’Unione Europea e con alcuni paesi come la Gran Bretagna. Alcuni di questi, spiega Serena nella lettera, “pur avendoci dato un lavoro, hanno rischiato con le loro politiche opinabili di mettere a rischio la nostra salute”.

Come detto la voglia di tornare a casa nel periodo estivo è tanta. Ma la paura di portare il virus in casa dei propri cari è tanta. La quarantena non può essere una soluzione praticabile, perché richiederebbe 14 giorni all’arrivo più altri 14 dopo il ritorno in Inghilterra: un totale di 30 giorni di ferie spesi vanificando la ragione stessa del viaggio. La richiesta, dunque, è quella di poter fare un tampone anche a pagamento all’arrivo in Italia, la qual cosa se pur non escluderebbe del tutto il rischio quantomeno lo ridurrebbe in maniera significativa.

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