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Bari, pretesero pizzo dalla discoteca ‘Shari Vari’: chieste tre condanne per affiliati clan Di Cosola

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La Dda di Bari ha chiesto tre condanne a pene comprese tra i 7 anni e 6 mesi, e i 2 anni di reclusione, nei confronti di altrettanti imputati, affiliati al clan Di Cosola di Bari, accusati di una tentata estorsione continuata e aggravata dal metodo mafioso nei confronti della discoteca ‘Shari Vari’ di Bari. Tra le vittime dei tre, c’è il collaboratore di giustizia Vincenzo di Cosola, loro ex compagno di clan, socio di fatto del locale.

Di Cosola oggi, durante l’udienza, ha revocato la costituzione di parte civile. In particolare, il pm Federico Perrone Capano ha chiesto la condanna a 7 anni e mezzo per il pregiudicato Domenico Masciopinto, 35 anni, arrestato ieri per un’altra vicenda legata alla detenzione di un kalashnikov che gli era stato regalato proprio da Di Cosola. Chiesta la condanna a 6 anni di reclusione per il 25enne Giacomo Facchini, e a 2 anni di reclusione per il collaboratore di giustizia 19enne Vincenzo Masciopinto.

Il processo si sta celebrando con il rito abbreviato dinanzi al gup del Tribunale di Bari Ilaria Casu. Repliche e sentenza sono fissate per il 26 giugno. Agli atti del procedimento ci sono anche le dichiarazioni del ‘pentito’ Di Cosola sul tentativo dei tre imputati di ottenere la gestione del parcheggio e del bar della discoteca barese, oltre al pagamento di mille euro al mese, dietro la minaccia di incendiare il locale.

La tentata estorsione era cominciata all’inizio del 2018, poco dopo la scarcerazione di Domenico Masciopinto che aveva trascorso in cella 13 anni per l’omicidio Marchitelli e riteneva responsabile della lunga detenzione lo stesso Di Cosola. Il tentativo sfumò per la reazione di Di Cosola, culminata il 7 febbraio 2019 in una sparatoria a Ceglie del Campo.