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ASL Bari, visite in stanze virtuali e consulenze WhatsApp: l’assistenza per le dipendenze patologiche diventa telematica

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Visite trasferite in stanze virtuali. Consulenze via WhatsApp e consigli pratici di psicologi e operatori sanitari attraverso video pubblicati sui canali social. Il Dipartimento dipendenze patologiche della ASL Bari ha adottato innovative modalità di accesso online per assicurare continuità assistenziale agli oltre 2500 utenti cronici attualmente in carico e per garantire loro massima sicurezza, nel rispetto delle disposizioni anti-Covid. I percorsi terapeutici telematici forniscono indicazioni su come affrontare disagi legati all’astinenza o altre difficoltà di tipo psicologico che si possono manifestare in più situazioni. Sfruttando i vantaggi della tecnologia, così, gli specialisti della ASL aiutano le persone che usano sostanze psicoattive, alcol o hanno comportamenti di dipendenza patologica, rispettando al tempo stesso il divieto di assembramenti e il distanziamento fisico.

Per questo molti setting operativi nel SerD di Bari si sono trasferiti in “stanze virtuali” dove si effettuano visite, colloqui psichiatrici o psicologico-clinici, programmi educativi e attività di potenziamento delle abilità sociali. Altri gruppi si riuniscono puntualmente ogni settimana su WhatsApp e su zoom, per ricevere assistenza dagli operatori, e supporto psicologico. E da qualche giorno è partito il progetto “Ci mettiamo la faccia” che consiste nella pubblicazione sui canali social della ASL di brevi video con piccoli consigli pratici da parte degli operatori, che riguardano per lo più cure per i tossicodipendenti e prevenzione delle dipendenze senza sostanze.

Per tutelare la salute di pazienti e operatori, nell’ambito delle misure legate alla emergenza Covid, gli interventi in presenza sono limitati a pochi appuntamenti mensili. Ma nei casi in cui sia necessario il contatto diretto con gli specialisti, vengono utilizzati tutti gli spazi del Dipartimento, compreso il cortile della sede di via Amendola, o la sala d’attesa, con rigidi controlli delle distanze sociali e uso di DPI e con percorsi differenziati e sicuri.

“Stiamo mantenendo anche nella seconda fase della emergenza sanitaria modalità a distanza – spiega il dottor Antonio Taranto, direttore del Dipartimento dipendenze patologiche della ASL – perché abbiamo constatato una efficacia clinica degli interventi in stanze virtuali analoga a quella degli interventi in presenza. A questo si aggiunge una compliance degli utenti molto elevata”. Fra il 4 marzo e il 20 maggio il Dipartimento ha continuato ad assistere senza interruzioni 2540 utenti cronici. Nuovi utenti hanno richiesto l’intervento degli specialisti durante il lockdown per disagi di diversa natura come crisi di astinenza, crisi disforiche, maniacali e recidive tossicomaniche.

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