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domenica 18 Aprile 2021
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“Fate rientrare il mio papà a lavorare”, sciopero alla Skf di Bari: c’è anche la figlia di uno dei due operai licenziati

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Otto ore di sciopero per turno proclamate dai sindacati come forma attiva di protesta in relazione al licenziamento di due operai ritenuti dall’azienda responsabili della produzione difettosa di alcuni prodotti per auto: cuscinetti per vetture elettriche commissionati da un cliente cinese. Succede alla Skf, nella zona industriale di Bari, e alla manifestazione organizzata davanti allo stabilimento ha partecipato anche la figlia di uno dei due dipendenti messi alla porta dall’azienda. L’appello della bambina è eloquente ed è scritto a lettere grandi su un cartellone: “Fate rientrare il mio papà a lavorare”.

“Si tratta di licenziamenti ingiusti, di un provvedimento smisurato” si legge in un comunicato sindacale diffuso dalla Rsu Uilm Fiom Fim Fali dell’azienda. Rsu che, nella giornata di domani, ha indetto anche un’assemblea retribuita per i dipendenti che si svolgerà, nel rispetto delle norme anti Covid, all’interno del piazzale adibito a carico e scarico merci.

“La Segreteria Uilm provinciale di Bari, insieme alle Rsu della Skf – si legge sulla pagina Facebook del sindacato – esprime la più totale solidarietà nei confronti dei lavoratori colpiti dal licenziamento, nonostante il raggiungimento, da parte degli stessi, del premio di risultato. Abbiamo provveduto a proclamare, da subito, lo stato di agitazione nel sito produttivo. È inaccettabile che all’interno dello stabilimento vi sia, al netto di eccellenti risultati industriali certificati anche e soprattutto dal premio di risultato riconosciuto a gli stessi lavoratori, la messa in campo del massimo grado di provvedimento disciplinare quale il licenziamento rappresenta”.

“Gli ottimi risultati economici dell’azienda, ottenuti nonostante la pandemia in atto – si legge ancora sul Facebook della Uilm Bari -, sono la rappresentazione concreta dell’elevata professionalità e capacita dei lavoratori nell’ottemperare al proprio dovere e nell’esprimere un potenziale produttivo di grande rilevanza. Inoltre alla luce dei DPCM in materia di tutela dei licenziamenti, come Uilm di Bari e RSU della SKF, nel respingere tale incomprensibile decisione, ci riserviamo di adire le vie legali e di informare, ufficialmente, anche le istituzioni locali”.


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