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mercoledì 21 Aprile 2021
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Carosino, polemica social sul restauro della statua di San Biagio: “Bella la copia di gesso ma l’originale che fine ha fatto?”

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“Bella la copia di gesso ma l’originale che fine ha fatto?”. E ancora: “Siamo sicuri che il procedimento adottato sia corretto? Chi sta restaurando il manufatto? La Soprintendenza è stata consultata?”. Sono questi alcuni degli interrogativi che hanno accompagnato la pubblicazione sui social delle foto relative ai lavori di restauro sulla statua di San Biagio, santo patrono di Carosino, piccolo comune da 7mila abitanti in provincia di Taranto.

La polemica è nata tra i commenti di un post pubblicato su Facebook dalla pagina ‘San Biagio Festa Patronale Carosino’. “Altre foto dei lavori di restauro sul simulacro di San Biagio – si legge nel post -. Ripristino dell’occhio destro in vetro, mancante dagli anni ‘60. Strati di nuova cartapesta che rafforzano l’intero gruppo statuario. Nelle ultime foto possiamo ammirare gli ultimi passaggi di gessatura e fondo, prima di partire con la colorazione”. Un lavoro non ancora ultimato, quindi, ma che ha scatenato comunque l’ira degli utenti: per molti, infatti, quello spacciato per restauro, un restauro, di fatto, non è.

“Questo non è un restauro. Questo è un rifacimento”, tuona una ragazza. “Voi questo lo chiamate restauro? – chiede un signore -. Dove sono finiti i colori del maestro Caretta? Qualche giorno fa avete postato le foto che mostravano i colori originari della statua venuti fuori durante le fasi di restauro. Che senso aveva postare quel tipo di foto se la statua è stata gessata ex novo? A me sembra un restauro criminale senza criterio”.

Tra i commenti, anche quello di un sedicente esperto del settore. “Questo è l’esempio palese dello scempio di chi si spaccia per restauratore e non dovrebbe mai intervenire su un manufatto simile. Inorridisco – scrive – Noi restauratori procediamo in maniera totalmente diversa. Partiamo da un’analisi storico-critica e dalla documentazione. Andiamo avanti con i primi saggi di pulitura, arrivando al consolidamento e al restauro vero e proprio. Alle stuccature e alla reintegrazione pittorica. Per farla molto breve. Soprattutto il restauro dovrebbe essere reversibile. Qui di reversibile cosa c’è?”. Domande alle quali, in quattro giorni, non è arrivata alcuna risposta.


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