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martedì 13 Aprile 2021
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Regionali in Puglia e doppia preferenza di genere: 50 donne in protesta a Bari. Con loro anche altri manifestanti

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Protesta davanti alla sede del Consiglio regionale pugliese, in via Gentile a Bari, chiamato oggi a votare, tra le altre cose, la proposta di legge sulla doppia preferenza di genere. Circa 50 donne, in rappresentanza di diverse associazioni, stanno manifestando da questa mattina.

“Oggi non temiamo nulla – dichiara Patrizia Del Giudice, presidente del Comitato Pari opportunità pugliese – comunque vada la doppia preferenza noi l’avremo. Quello che ci auguriamo è che i consiglieri si siano convinti che sarebbe un autogol non votare o chiedere questo fantastico voto segreto. Se così non fosse comunque interverrebbe il governo nazionale commissariando il Consiglio”.

“Questo governo regionale – ha concluso Del Giudice – non ha compreso il senso delle cose e soprattutto non ha ben chiaro che la questione di genere non può rimanere soltanto della Regione Puglia, ovunque si vota con la doppia preferenza di genere, nei Comuni, nelle altre Regioni”.

Ma le donne sono le uniche a manifestare oggi in via Gentile. “Siamo qui per controllare che tutto vada per il meglio”, dice infatti Alessandro Rutigliano, rappresentate del comitato Pastori della Costa, che assieme ad una trentina di persone è davanti al Consiglio regionale pugliese chiamato a votare anche la proposta di legge per l’istituzione del Parco naturale di Costa Ripagnola.

“Siamo qui – spiega – perché la proposta di legge che istituisce il Parco così come è stata emendata non ci sta bene. Ci sono troppe concessioni ai privati, noi vorremmo che questo parco fosse fedele a quello che è stato deciso durante la Conferenza dei servizi. Se dovesse essere approvata una legge che non ci piace chiederemo l’emendamento degli articoli al futuro governo della Regione. Non ci fermeremo fino a quando non avremo avuto la tutela dell’area naturale” a ridosso di Polignano a Mare.

Infine, è in corso anche una manifestazione organizzata dalla rete dei Centri anti violenza pugliesi che chiedono lo stop alla proposta di legge, inserita all’ordine del giorno, per modificare l’attuale norma per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere, il sostegno alle vittime, la promozione della libertà e dell’autodeterminazione delle donne.


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