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sabato 24 Luglio 2021
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RSA e Centri Diurni, ancora nessun incontro con la Regione. FMPI: “Imporre reparti Covid a piccole strutture è un azzardo”

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La richiesta di incontro con i vertici sanitari della regione Puglia, le difficoltà di un settore che si era sentito scaricato addosso tutte le responsabilità nella fase più acuta dell’emergenza, il rischio in caso di risalita delle curve di ritrovarsi ancora a parlare di case di riposo. Avevano chiuso così, lasciando simbolicamente le chiavi delle strutture all’ingresso del Consiglio regionale i rappresentanti di RSA e Centri Diurni che avevano partecipato alla manifestazione di protesta organizzata dalla Federazione Medie e Piccole Imprese della Puglia.

A distanza di un mese circa, però, il tanto atteso confronto non è avvenuto. E così le società che gestiscono queste strutture sono tornate a far sentire la propria voce per chiedere attenzione dalle istituzioni sanitarie. “Nella fase 1 la Regione non ha supportato le strutture sociosanitarie – spiegano i diretti interessati, che già un mese fa avevano manifestato la difficoltà di gestire dei malati Covid in strutture destinate prevalentemente alla gestione di pazienti anziani o con altre fragilità – nella fase 2 – hanno proseguito – sono stati imposti nuovi requisiti organizzativi senza prevedere un adeguamento delle tariffe. L’imposizione di un reparto Covid a strutture anche piccole, cioè tra i 10 e i 30 posti letto – concludono – appare francamente un azzardo incomprensibile poiché porta in spazi ridotti all’aumento del rischio di contagio per pazienti e operatori.”

Le richieste da parte della Federazione Medie e Piccole Imprese alla Regione si concentrano quindi sull’approvazione di un piano di conversione già previsto ma rimasto inattuato, l’accreditamento dei posti richiesti dalle strutture e il rimborso di quanto sostenuto dai Centri diurni per il trasporto sociale, l’adeguamento tariffario sia ai nuovi requisiti ordinari che a quelli straordinari dovuti al Covid, l’abolizione dei reparti Covid per le strutture residenziali al di sotto dei 60 posti letto ed infine l’approvazione dell’atto ricognitivo in relazione alle RSAA che hanno presentato istanza di riqualificazione in RSA.


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