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lunedì 26 Luglio 2021
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Scuola, l’Unione Ciechi Puglia lancia l’allarme: “Didattica a distanza per i nostri alunni fortemente limitante”

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Ripartenza della scuola non semplice anche per quanto riguarda gli studenti disabili, in questa situazione di emergenza sanitaria. Come spiegato in una lettera pubblicata sul sito istituzionale dell’Unione Italiana Ciechi Puglia, la didattica a distanza, già sperimentata negli scorsi mesi in piena pandemia, non ha avuto lo stesso valore e la stessa efficacia raggiunta dalla maggioranza degli studenti. Per questo anche a livello nazionale l’associazione si sta battendo, dallo scorso maggio, affinché chiunque assista una persona con disabilità, a qualunque titolo, compreso gli insegnanti di sostegno, non debba rispettare il distanziamento sociale previsto invece in tutti gli altri casi.

Questa la lettera integrale scritta dal presidente Regionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Puglia Paolo Lacorte:

“Caro studente, cari genitori,

Sono a scrivervi in avvio del nuovo anno scolastico. Ricordo bene le emozioni che comporta l’inizio della scuola: l’ansia, le paure per un nuovo impegno da portare a termine, ma anche l’adrenalina, la felicità di rivedere i propri compagni di classe, l’emozione nel ritrovare amicizie consolidate e la curiosità di conoscere nuove persone.

Questo, tuttavia, non sarà un inizio d’anno come tutti gli altri. Purtroppo, a marzo, la pandemia ha costretto il Governo a chiudere prematuramente le scuole e ci ha portati a vivere mesi difficili, lontani, tra le altre cose, dal profumo di quei banchi, che ci gonfia il cuore di nostalgia.

La didattica a distanza, per noi, non ha avuto lo stesso valore e la stessa efficacia raggiunti dalla maggioranza degli studenti: non sempre, infatti, si è riuscito, in situazione di emergenza, a trovare le giuste modalità di interazione con gli alunni con disabilità, nonostante l’impegno costante che i docenti hanno quotidianamente investito nel loro lavoro.

Per chi, come noi, ha bisogno anche del contatto fisico per comprendere il mondo, e, nello specifico, le lezioni (penso ad esempio alle descrizioni dei disegni fatti alla lavagna, o anche su uno schermo di computer), gli scorsi mesi sono stati complicatissimi e l’emergenza ancora in atto potrebbe continuare a rappresentare un grande ostacolo, viste le norme sul distanziamento sociale.

È per questo che ci siamo battuti, a livello nazionale, affinché nel DPCM del 17 maggio 2020, fosse inserito l’articolo 9, interamente dedicato alle persone con disabilità, che, al comma 2, esplicita, in particolare, il fatto che chiunque assista una persona con disabilità, a qualunque titolo, non debba rispettare il distanziamento sociale previsto invece in tutti gli altri casi.

Questo tanto più è valido per gli insegnanti di sostegno, che devono accompagnare gli alunni non vedenti, ipovedenti e con disabilità visive o plurime in tutto il loro percorso di apprendimento. Tutto ciò, naturalmente, mai a scapito della salute di nessuno, richiedendo pertanto all’istituzione scolastica massimo impegno nel garantire che tale compito sia svolto in condizioni di totale sicurezza.

La scuola è un luogo di assoluta emancipazione per le persone con disabilità. Permette, infatti, agli alunni di vivere le prime esperienze vere nel mondo, al di fuori del contesto familiare,  che sono momento indispensabile per il sano processo di crescita delle nostre bambine, dei nostri bambini, delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi.

Proprio per questo invitiamo tutte le scuole di ogni ordine e grado a tener ben presente le linee guida del Ministero, ma, al contempo, a comprendere che la didattica a distanza, nel nostro caso, rappresenta qualcosa di fortemente limitante e a incoraggiare quindi il più possibile il percorso educativo in presenza per i nostri alunni.

Sono consapevole del grande sacrificio che, negli scorsi mesi, le famiglie hanno dovuto affrontare per far fronte agli impegni giornalieri e alla didattica a distanza e sono loro vicino.

Capisco, inoltre, come, nel dato momento storico, sia difficile, per voi genitori, affidare a mani diverse le vostre figlie e i vostri figli, così vulnerabili. Sono tuttavia certo che la dedizione e la professionalità dei docenti di sostegno e la capacità dei dirigenti scolastici e dei referenti per l’inclusione di costruire un ambiente di comunità accogliente, che sappia prendersi cura degli studenti, saprà far fronte a tutte le necessità che potranno emergere lungo il percorso.

Invito le scuole a dialogare fortemente con famiglie che si dimostrino, a loro volta, altamente collaborative. L’unico modo per costruire un anno scolastico fattivamente positivo passa attraverso la nostra capacità di venirci incontro e comprendere che l’alunno debba essere al centro di ogni nostra azione e ogni nostro sforzo.

Noi, come Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti pugliese, diamo tutta la nostra disponibilità a collaborare con tutti voi affinché siano garantiti i diritti delle persone che rappresentiamo e metteremo tutto il nostro impegno a essere presenti, ancor più di quanto abbiamo sempre fatto, sul territorio, per offrire il nostro supporto a voi famiglie e alla scuola.

A tutti noi invio un grande in bocca al lupo e vi auguro un buon inizio di anno scolastico”.


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