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Banca popolare di Bari, il processo si farà nello Spazio 7 della Fiera del Levante. Decaro: “Giusta soluzione”

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L’accordo sulla scelta dello Spazio 7 nella Fiera del Levante per celebrare il processo sul crac della Banca popolare di Bari è stato formalizzato oggi in una riunione in Prefettura. All’incontro, presieduto dal prefetto Antonia Bellomo, hanno partecipato il sindaco Antonio Decaro, il direttore generale del Comune, Davide Pellegrino, il presidente della Nuova Fiera del Levante, Alessandro Ambrosi e i vertici degli uffici giudiziari baresi.

Nelle prossime ora si farà un sopralluogo “per verificare l’idoneità dello spazio, che sembra compatibile con lo svolgimento del processo” ha detto Decaro dopo la riunione, spiegando che “bisognerà anche incontrare il presidente del collegio giudicante per rendere compatibile il calendario con la prossima Fiera. Il processo, infatti, dovrebbe finire prima o comunque essere sospeso per qualche giorno per la campionaria di settembre 2021, perché quello spazio è imprescindibile”.

“Penso che la soluzione che è stata trovata sia quella giusta – ha aggiunto il sindaco -. Ci saranno dei costi a carico del Ministero e ovviamente la Fiera terrà conto del fatto che si tratta di un processo che interessa la città, è un processo della città e per alcuni versi è anche un processo alla città e quindi è un processo che tanti aspettano, ci sono tanti risparmiatori, tante persone coinvolte ed è giusto che ci sia una sede adeguata”.

“La società Nuova Fiera del Levante si mette a disposizione per un servizio così utile alla città di Bari e alla giustizia – ha commentato il presidente Alessandro Ambrosi, a margine della riunione -. Abbiamo già fatto sforzi enormi, perché avevamo delle prenotazioni per marzo e le abbiamo spostate. Avremo problemi di natura tecnica per l’adeguamento del padiglione, ci saranno costi da sostenere, ma ci siamo messi a disposizione. Capiamo anche che la lunghezza del processo è difficilmente quantificabile e prevedibile, però la soluzione è che almeno per alcune manifestazioni per le quali assolutamente non si può fare a meno di quello spazio, come la campionaria di settembre 2021 e Agrilevante, si possano interrompere le fasi processuali, disallestire e allestire per la fiera e poi riallestire per il processo. La soluzione tecnica si troverà, aspettiamo un sopralluogo da parte dei tecnici il tribunale e vedremo come procedere”.

Ad ogni modo, il sindaco Antonio Decaro ha scritto al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per chiedere “una spinta per restituire dignità alla funzione giudiziaria del capoluogo di regione. Credo che queste condizioni non siano più sopportabili”. Lo ha annunciato lo stesso sindaco a margine della riunione in Prefettura, parlando del progetto del Polo della Giustizia barese. Durante la riunione “ho consegnato due lettere che ho mandato al ministro della Giustizia – ha spiegato Decaro – in cui riferisco di aver scritto al presidente della Repubblica in maniera irrituale, ma spero non irriverente, però ritenevo opportuno informare il presidente la Repubblica del fatto che purtroppo da gennaio di quest’anno, quando c’è stato il tavolo tecnico inter-istituzionale, non abbiamo ancora notizie e, come si vede anche da quello che sta accadendo per il processo della Banca Popolare di Bari, gli spazi presi in affitto non sono idonei, non risolvono i problemi”.

“Abbiamo deciso nel 2014 la locazione” del nuovo Polo giudiziario nell’area delle ex Casermette di Bari, “all’unanimità di tutti gli attori istituzionali – ricorda il sindaco – , abbiamo firmato il protocollo già nel luglio 2019 con i fondi a disposizione, abbiamo l’opportunità di altri fondi con il recovery fund e ho chiesto al presidente Conte di mettere altre risorse per realizzare da subito non solo il Tribunale penale ma anche il civile e il tribunale dei minori e, con il decreto semplificazioni che prevede l’individuazione di opere strategiche che hanno la necessità della nomina di un commissario, ho chiesto di inserire il polo della giustizia di Bari tra le opere da commissariare, con un commissariamento da parte di un dirigente del Ministero della Giustizia o chi vorranno loro. L’importante – ha concludo Decaro – è che si proceda speditamente perché la città ha bisogno del suo polo della giustizia”.