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domenica 11 Aprile 2021
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Giornata dell’alimentazione, mercato Coldiretti a Bari: ‘spesa sospesa’ per aiutare famiglie impoverite da Covid

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In occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione, Coldiretti ha organizzato in piazza del Ferrarese a Bari un mercatino di prodotti tipici proponendo la “spesa sospesa”, a favore di persone e famiglie impoverite a causa dell’emergenza Covid.

L’iniziativa mutua l’usanza campana del “caffè sospeso”, quando al bar si lascia pagato un caffè per il cliente che verrà dopo. Alcuni dei prodotti acquistati nei banchi dei contadini di Campagna Amica saranno così donati alla mensa della Cattedrale di San Sabino. È salito infatti del 34% il numero di ‘nuovi poveri’ in Puglia per effetto della crisi Covid, secondo un’analisi di Coldiretti presentata in occasione della Giornata che il 16 ottobre ricorda l’anniversario della Fao, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, nata nel 1945.

Durante la giornata sono stati anche forniti consigli per una sana alimentazione a base di prodotti tipici della dieta mediterranea. “Per la Giornata mondiale dell’alimentazione – commenta il presidente del Municipio I, Lorenzo Leonetti – ho chiesto alla Coldiretti di organizzare un mercatino in piazza del Ferrarese. In linea con le politiche del nostro mandato e della stessa Coldiretti, valorizziamo tutti gli alimenti a km 0”.

“In Puglia – sottolinea Savino Muraglia, presidente regionale di Coldiretti – ci sono ormai 200mila persone che sono costrette a chiedere aiuto per mangiare. Tra le categorie più deboli degli indigenti in Puglia si contano 30mila bambini di età inferiore ai 15 anni”, spiega, insieme a chi ha “perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani” e lavoratori saltuari o del ‘sommerso’ che non godono di aiuti pubblici e non hanno risparmi”.

“La stragrande maggioranza di chi è stato costretto a ricorrere agli aiuti alimentari lo ha fatto attraverso la consegna di pacchi alimentari – conclude Coldiretti – che rispondono maggiormente alle aspettative dei nuovi poveri (pensionati, disoccupati, famiglie con bambini) che, per vergogna, prediligono questa forma di sostegno piuttosto che il consumo di pasti gratuiti nelle strutture caritatevoli”.


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