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martedì 18 Maggio 2021
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Covid, i ristoratori si adeguano al Dpcm con appelli social. Palone: “Sosteniamo le attività”

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L’unica maniera per sopravvivere è adeguarsi alle disposizioni del nuovo Dpcm, andando avanti con forza e determinazione. I ristoratori di Bari non si danno per vinti e utilizzano tutti i mezzi di comunicazione per invitare la clientela a non abbandonarli. Da ieri, le piattaforme social sono piene di locandine postate dai commercianti, tutti inviti a consumare un pranzo al tavolo o, per le ore serali, affidarsi ai servizi di delivery.

Dunque, acquistare del cibo e consumarlo a casa. L’unico vero aiuto, in questo momento e in attesa che il Governo eroghi delle cifre che consentano ai ristoratori di portare avanti le attività, deve arrivare dal cuore dei cittadini baresi. “Aperti a pranzo, asporto e domicilio a cena”. Rimbalzano sulle bacheche gli appelli sotto forma di menù, con promozioni, prezzi ribassati, la possibilità di avere sconti ogni tot consumazioni.

“Trasformerò la mia rabbia in forza”, si legge sulla pagina Facebook di un ristoratore barese che ha pubblicato la locandina con i nuovi orari della sua attività. E ancora, “Uniamo le energie per tutelare la nostra e la vostra sicurezza. Non vi abbandoniamo”, scrive un altro commerciante. Tutti messaggi di voglia di rivalsa, di speranza nel futuro, e oggi, una richiesta di aiuto alla loro linfa vitale: la clientela.

“Ognuno di noi deve fare la sua parte – ha detto l’assessore al Commercio del Comune di Bari, Carla Palone -. Noi come amministratori abbiamo la responsabilità di far rispettare il Dpcm ma allo stesso tempo di premerò più possibile sul Governo nazionale attraverso il sindaco Decaro affinché i ristori promessi possano arrivare presto a tutti quegli imprenditori che ancora una volta sono chiamati a fare sacrifici. In ambito locale penso sia necessario in questo momento che le limitazioni, visti come punto di debolezza economica si trasformino in punti di forza. L’appello è di sostenere le attività di quartiere, le pizzerie, i ristoranti e i bar acquistando tramite l’asporto. Non possiamo permetterci di spegnere la città”.


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