“Lasceremo le cartelle vuote dei nostri figli davanti ai cancelli d’ingresso ed osserveremo un minuto di silenzio per richiamare i decisori pubblici di fronte alla gravità di decisioni prese senza calcolarne i costi per le future generazioni”. Lo avevano detto ieri, annunciando il flash mob, lo hanno fatto questa mattina. Molti dei genitori degli alunni pugliesi, costretti a casa dalla decisione del governatore Michele Emiliano di chiudere le scuole, si sono dati appuntamento alle 8 in punto nei pressi delle scuole dei loro figli. Zaini piazzati in prossimità dell’ingresso e un messaggio al presidente della Regione: la didattica a distanza non è scuola, come si legge nello striscione esposto alla Garibaldi di Bari.
“I bambini e le bambine, le ragazze ed i ragazzi pugliesi devono rientrare a scuola da lunedì – dicono dal coordinamento dei genitori attivi pugliesi, autori del manifesto ‘La Scuola che vogliamo – Scuole diffuse in Puglia’, diventato subito attivo sui social -. Diversamente scriveremo al ministro Speranza e denunceremo l’Italia all’OMS Europa sottolineando quanto la Puglia non stia tutelando la salute dei bambini e delle bambine, delle ragazze e dei ragazzi relativamente al loro equilibrio psicofisico e contravvenendo all’articolo 14 della carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea”.




