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domenica 18 Aprile 2021
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Dpcm, lo sfogo social di un pub di Bari: “Asporto e domicilio? No. Sospendiamo completamente l’attività”

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“A seguito dell’ultimo DPCM, l’ennesimo, abbiamo deciso di sospendere completamente l’attività di ristorazione. O almeno quel poco che ci era rimasto”. Inizia così lo sfogo pubblicato sui social dai gestori de ‘Le Officine Clandestine’, noto risto-pub di Bari con sede in via Zanardelli. Il post è un fiume in piena, incanalato su Facebook poco dopo l’ultimo decreto del premier Giuseppe Conte: documento che chiude bar, ristoranti e pizzerie consentendo a questo tipo di attività solo asporto e domicilio.

“Ci rendiamo perfettamente conto della situazione – è la premessa in capo al post -. Forse più e meglio di chi in questi mesi avrebbe dovuto guidarci fuori dal guado. Da mesi accettiamo tutte le restrizioni e assecondiamo il dibattito (spesso folle) sui nostri comportamenti, sulle regole, sulla fantomatica “movida” che qualcuno addita come responsabile di tutti i mali del mondo e, non ultimo, della propagazione della pandemia”.

“Abbiamo mantenuto sempre il distanziamento tra i tavoli e le persone, abbiamo ridotto sensibilmente il numero di avventori – proseguono dalle Officine, iniziando la lunga lista delle norme imposte dal Governo fino a ieri -. Di settimana in settimana cambiano le regole, per noi. Spesso dalla domenica sera al lunedì mattina. Abbiamo più volte riorganizzato il nostro lavoro, sotto i capricci di governanti che non hanno minimamente idea di come funzioni il mondo della ristorazione”.

“Abbiamo accettato l’inutile chiusura a mezzanotte (inutile perché a mezzanotte la maggior parte dei locali tendono a svuotarsi). Una settimana dopo la chiusura alle 18 – raccontano i gestori del pub -. Ottenendo soltanto (e chi lo avrebbe mai immaginato??!) assembramenti all’esterno, per le strade e nelle case, rimuovendo uno dei pochi baluardi del distanziamento e del mantenimento delle regole (nel bene e nel male)”.

“Siamo sempre stati responsabili. Siamo sempre stati corretti, nei confronti della nostra clientela, delle istituzioni e di tutto lo staff. E vogliamo continuare ad esserlo. Responsabili e corretti, proprio perché siamo consapevoli che da questa grave situazione si esce tutti insieme – dicono con coscienza -. Siamo disposti a continuare a fare la nostra parte, rimanendo chiusi e persino rinunciando ad essere un punto di aggregazione sociale. Noi ci siamo. Ma siamo anche consapevoli che per esserci abbiamo necessità di certezze e di sostegno. Abbiamo bisogno di sentire le istituzioni vicine a noi, non solo durante i controlli serali nelle ore di punta”.

“Abbiamo bisogno che non si perda tempo – concludono -. Abbiamo bisogno che davvero nessuno sia lasciato indietro. Abbiamo bisogno che tutti i lavoratori della ristorazione (e non solo della ristorazione) abbiano accesso immediato alla cassa integrazione, che si copra il 100% degli affitti e si intervenga sulle utenze. Non è più tempo di decreti ogni 7 giorni – chiudono, scrivendo il messaggio a lettere maiuscole -, ma di pianificare il nostro futuro”.


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