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mercoledì 14 Aprile 2021
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Puglia, Gilda su nuova ordinanza: “Scuola come supermarket”. E per la Cgil è a rischio il diritto allo studio

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“In Puglia ieri è stato avallato e confermato il principio della scuola supermarket, in balia della volontà dei genitori”. Inizia così il post pubblicato questa mattina sui social dalla sezione barese del sindacato Gilda degli Insegnanti. Una posizione precisa, e molto dura, sull’ordinanza emanata ieri dal governatore Michele Emiliano.

“La didattica capovolta – scrivono dal sindacato -, dovrebbero decidere i docenti come insegnare, invece decideranno le famiglie. La politica sta lì per decidere, ma non lo deve fare sulle spalle di un’intera categoria, quella degli insegnanti, che da oggi saranno messi in crisi dal punto di vista organizzativo e che non vedranno nemmeno riconoscersi economicamente questa flessibilità, che per esempio potrebbe essere in parte compensata dal Fondo di Istituto”.

Per Pino Gesmundo e Claudio Menga, segretari generali rispettivamente della Cgil Puglia e della FLC Cgil Puglia, “non c’era soluzione peggiore di quella che è stata adottata dal presidente Emiliano per districare l’intricata posizione in cui la Regione Puglia si è autonomamente infilata a causa di discutibilissime decisioni adottate unilateralmente”.

“L’ordinanza – scrivono in una nota – di fatto trasforma la scuola statale del primo ciclo di istruzione in un servizio della pubblica amministrazione erogato a semplice domanda individuale relativamente alla possibilità di fruirne nella modalità della didattica in presenza o a distanza. In Puglia, a dispetto della Costituzione, sanciamo, per ordinanza del presidente, il principio per cui la scuola è aperta a chi vuole, mettendo in questo modo a serio rischio proprio le basi di quel diritto allo studio che a parole si dice di voler salvaguardare”.

In questo contesto, molti istituti pugliesi, colti impreparati dall’ordinanza firmata ieri sera da Emiliano, hanno deciso di rinviare a lunedì la ripresa delle lezioni in presenza. Succede ad esempio, a Grumo Appula e Gravina in Puglia dove i dirigenti scolastici hanno preferito fissare al 9 novembre la ripresa della didattica in presenza. Sui social, infine, arriva anche lo sfogo di Patrizia Rossini, preside dell’istituto comprensivo Japigia 1 Verga di Bari, che sposando evidentemente la posizione del sindacato Gilda per gli Insegnanti, scrive: “Quando i genitori vorrebbero decidere il quando e il come ho sempre risposto: questo non è un supermercato. Da oggi lo è”.


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