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venerdì 16 Aprile 2021
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Covid in Italia, morti 27 medici in 10 giorni. Anelli: “Bisogna fermare la strage degli innocenti”

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“Negli ultimi 10 giorni sono morti per Covid ben 27 medici, quasi 3 al giorno: bisogna fermare la strage degli innocenti, ne va di tutto il servizio sanitario nazionale”. Il grido d’allarme arriva da Filippo Anelli, presidente dell’Ordine dei medici di Bari e della Federazione nazionale degli ordini dei medici. “È evidente che qualcosa a livello organizzativo non stia funzionando”, prosegue Anelli, che annuncia l’invio di una lettera al Ministro della Salute, Roberto Speranza, per chiedere che venga avviato subito un monitoraggio su rischi e criticità.

Anelli spiega che bisogna capire che cos’è che non sta funzionando “per frenare questa tragedia. Dobbiamo avere dati omogenei. Dobbiamo comprendere se, in tutte le Regioni, sono stati distribuiti i dispositivi di protezione anche ai medici di Medicina generale, ai pediatri di libera scelta, agli specialisti ambulatoriali, ai medici delle Rsa, del 118, ai liberi professionisti”.

E non solo, il presidente di Fnomceo chiede di sapere quali sono i modelli organizzativi adottati dagli ospedali, e quali stanno funzionando meglio. Oltre che dati certi su quali Regioni abbiano attivato le Usca, “che rappresentano il sistema di sicurezza sul territorio, l’omologo della distinzione tra percorso pulito e percorso sporco negli ospedali”.

La Federazione nazionale degli ordini dei medici intende anche raccogliere dati sul burnout degli operatori sanitari: “perché sappiamo che l’esaurimento delle energie fisiche e mentali porta ad abbassare la guardia, aumentando il rischio di errore. Dove l’errore può essere prima di tutto verso se stessi, allentando le difese e distraendosi nell’utilizzo dei dispositivi di protezione, non indossandoli, ad esempio, nella maniera corretta, o non togliendoli secondo le procedure”.

Anelli inoltre chiederà un incontro al ministro perché, afferma, “abbiamo il dovere di proteggere i nostri operatori sanitari, come fondamento per la sicurezza delle cure. La sicurezza deve diventare una priorità, direi quasi un’ossessione”.


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