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domenica 11 Aprile 2021
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Xylella, Coldiretti Puglia: “L’epidemia dilaga. Altri 229 ulivi infetti nelle province di Brindisi e Taranto”

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Infezioni da Xylella fastidiosa non stop in Puglia, con l’epidemia che dilaga e si allarga ulteriormente con 229 nuovi ulivi infetti nelle province di Brindisi e Taranto, la Piana degli Ulivi Monumentali sempre più a rischio con 14 focolai solo a Fasano e la virata tarantina di innegabile gravità. È quanto denuncia Coldiretti Puglia che chiede un piano di monitoraggio più tempestivo, capillare e soprattutto non più esclusivamente visivo, alla luce delle nuove infezioni conclamate di 30 ulivi a Fasano, 62 a Ostuni, 29 a Cisternino, 13 a Ceglie Messapica, 15 a Grottaglie, 32 a Montemesola, 36 a Crispiano, 7 a Taranto e 5 piante infette a Martina Franca, secondo i dati diffusi da InfoXylella.

“La Puglia non può permettersi di perdere senza fare nulla paesaggi e patrimoni straordinari come la Piana degli Ulivi Monumentali e la Valle d’Itria denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia -. Lo scempio perpetrato 5 anni fa ad Oria, quando non si vollero estirpare le piante infette, sta avendo i suoi effetti catastrofici, perché proprio da Oria sono partite le due direttrici dell’infezione che puntano verso Polignano, in direzione nord-ovest e verso Massafra, in direzione ovest”.

Desta forte preoccupazione il deciso incremento della frequenza delle infezioni nell’Ostunese e nella parte orientale dell’agro di Cisternino – aggiunge Coldiretti Puglia – una continua crescita dei focolai dell’agro di Fasano, dove se ne contano ormai 14, ed un preoccupante incremento tra Crispiano, Montemesola e Grottaglie.

“Come ripetutamente segnaliamo e denunciamo da anni – torna a ribadire il presidente Muraglia – il monitoraggio degli ulivi non può essere esclusivamente visivo, perché la Xylella è come il Covid, la malattia è asintomatica per un lasso di tempo imprecisato, per cui le piante appaiono sane alla vista. Per accertare la presenza della malattia nell’area a forte rischio vanno effettuati campionamenti e analisi anche di ulivi apparentemente sani, senza che sia ancora ben visibile alcun segno di disseccamento”, ricordando che è andato “perso 1/3 degli ulivi di inestimabile valore preservati nel tempo, è impensabile continuare a perdere un patrimonio vitale per la Puglia sul piano agricolo, paesaggistico, culturale e turistico”.


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