Home Attualità Scuola, Uil Puglia: “L’ordinanza di Emiliano è l’ennesimo errore”

Scuola, Uil Puglia: “L’ordinanza di Emiliano è l’ennesimo errore”

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“La Regione Puglia persevera su un percorso che in queste settimane si è rivelato fallimentare, ovvero quello della scuola come servizio a domanda individualizzata, facendo affidamento su un sistema che ha già dimostrato totale inadeguatezza come la Ddi (didattica digitale integrata) e con un piano dei trasporti che ancora non convince. Ripetiamo quanto già dichiarato giorni addietro: riteniamo che le scuole pugliesi non siano più sicure e, conseguentemente, andrebbero chiuse finché la situazione non sarà migliorata”.

Lo afferma Gianni Verga, segretario generale della UIL Scuola Puglia, che critica la nuova ordinanza del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Questi ha deciso che da oggi le attività didattiche proseguano come avvenuto sinora: le scuole elementari e medie devono garantire non solo le attività didattiche in presenza ma anche in DID, didattica digitale integrata, per tutti gli alunni le cui famiglie la richiedano espressamente.

“Il comportamento del presidente – continua Verga – è nei metodi molto simile a quello della Ministra, da uomo solo al (confusionario) comando: evita qualsivoglia condivisione con le parti sociali, da una parte invoca l’autonomia organizzativa e dall’altra ordina modalità e strumenti di attuazione, infine, con i contagi in crescita anche negli istituti scolastici e con le prime vittime della pandemia fra i lavoratori della scuola, conferma un’ordinanza smentita dai suoi stessi numeri”.

“I nostri rappresentanti sul territorio – rileva – ci dipingono una situazione, ormai mutata ed estremamente complicata: la gestione delle scuole da parte dei dirigenti è diventata un’impresa, la tenuta delle classi da parte dei docenti è insostenibile, mentre monta il timore fra tutto il personale scolastico dovuto a una sensazione di insicurezza ormai comune alla maggior parte degli istituti pugliesi, abbandonati al fronte con tanti lavoratori e alunni fragili senza alcun tipo di sostegno, a cominciare dai presìdi sanitari sollecitati mille volte dalla UIL che, con pochi euro, avrebbero potuto creare delle barriere tali da mettere le scuole in sicurezza”.