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giovedì 15 Aprile 2021
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Covid, report sul monitoraggio del rischio dell’ISS: ecco i dati che hanno portato la Puglia in zona gialla

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Un dicembre in giallo. Con l’ordinanza firmata dal Ministro della salute Roberto Speranza, che entrerà in vigore domenica 6 dicembre, si allentano le restrizioni. Una decisione presa dopo l’ultima cabina di regia con il Comitato tecnico scientifico. Sempre nella giornata di venerdì l’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato l’ultimo report sul monitoraggio del rischio. Un documento che descrive la situazione in tutte le regioni italiane.

Il primo dato è che la Puglia è una delle 3 regioni che continua a registrare un aumento dei casi. L’incidenza cumulativa aggiornata al 2 dicembre è di 223,14 casi ogni 100mila abitanti calcolati su 7 giorni. Poco al di sotto il valore nazionale di 245,46.

Numeri inferiori a quelli di circa metà delle altre regioni. A fare la differenza, come è noto, è però la disponibilità di posti letto. E infatti guardando le proiezioni dell’occupazione dei posti letto a 30 giorni la percentuale di probabilità di superamento delle soglie critiche, se si mantiene invariata la trasmissibilità, resta preoccupante. Sia per i posti di area medica che per quelli di terapia intensiva se si mantenesse lo stesso ritmo di oggi, senza ulteriori incrementi, a gennaio probabilmente le strutture andrebbero al collasso.

Infine il rapporto analizza la letalità: in Puglia si tocca il 4,8% tra ottobre e dicembre, rispetto all’1,5% di febbraio maggio. Un dato oggi inferiore solo a quello di 8 regioni ma ben al di sopra di quello di altre regioni con un’incidenza dei contagi ogni 100mila persone analoga o superiore.

Nonostante la collocazione in zona gialla la classificazione complessiva del rischio per la Puglia resta alta, con ben due indicatori sulla resilienza dei servizi sanitari territoriali sopra soglia, una valutazione dell’impatto anch’essa alta e il trend settimanale in crescita sui focolai.

“L’incidenza rimane ancora troppo elevata per permettere una gestione sostenibile, pertanto è necessario raggiungere livelli di trasmissibilità significativamente inferiori a 1 su tutto il territorio nazionale – si conclude nell’ultima cabina di regia – Gran parte delle Regioni e Province autonome sono classificate a rischio moderato di trasmissione ma l’elevata incidenza e l’attuale forte impatto sui servizi ospedalieri richiede cautela mantenendo elevata l’attenzione nei comportamenti”.


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