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domenica 18 Aprile 2021
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Scuola in Puglia, allarme Cgil: “Nuovi pensionamenti e concorsi bloccati. Nel prossimo anno precarietà dilagante”

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Venerdì 11 dicembre il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato l’esito numerico delle domande di dimissioni dal servizio del personale della scuola. Le istanze online, attraverso cui si produceva la domanda di dimissioni, hanno cessato la funzione il 7 dicembre. In Puglia, complessivamente, sono 2.629 le domande presentate dal personale scolastico per andare in pensione il primo settembre del 2021. Scorporando il dato sono 2.129 i docenti in uscita, 452 le unità di personale ATA, 45 i docenti di religione e 3 le unità di personale educativo. In questo contesto la Flc Cgil, analizzando i dati, lancia un allarme: “Il prossimo anno scolastico – si legge in una nota – si svolgerà sotto il segno della precarietà dilagante”.

“Cresce in percentuale il dato delle domande con requisiti di quota 100 – spiega il segretario pugliese Claudio Menga -. Se lo scorso anno erano state poco meno del 50%, quest’anno superano abbondantemente la metà: complessivamente le domande quota 100 sono 1.544 su 2.629, pari al 59% del totale. Da notare che tra gli insegnanti la percentuale sale al 61.5%”. Ed è bene tener presente che questi dati si riferiscono solo alle domande presentate e non a quelle che hanno ottenuto la certificazione del possesso dei requisiti per cui sono numeri destinati ancora a crescere. Non comprendono ancora, infatti, i collocamenti a riposo con Opzione Donna e con APE sociale, e quelli di quanti matureranno il requisito anagrafico dei 65 o 67 anni di età entro il 31 agosto 2021. È ragionevole, quindi, pensare che questa cifra raggiungerà un totale stimabile in 3mila unità”.

“Come abbiamo ribadito in più occasioni – prosegue Menga -, l’unico modo per assicurare la copertura di tutti i posti sin dall’inizio dell’anno scolastico e per combattere con forza la piaga del precariato è snellire le procedure concorsuali attraverso una procedura che non bypassa la selezione, ma la colloca al termine di un percorso formativo abilitante o di specializzazione nel sostegno strutturato con esami, attività di laboratorio, tirocinio e prova finale per la conferma nel ruolo. Il prossimo anno scolastico sarà differente da tutti gli altri – conclude -. Sarà l’anno zero dopo la pandemia. Quello in cui ci sarà bisogno di un enorme sforzo per poter ricostruire un percorso formativo fortemente destabilizzato dalla didattica a distanza e sarebbe gravissimo avviarlo sotto il segno della precarietà e della discontinuità didattica”.


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