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sabato 17 Aprile 2021
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Plasma iperimmune, in Puglia meno di 200 donatori idonei da maggio: ecco perché non è l’unica cura

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Cinquecentodieci campioni analizzati da maggio ma solo il 33% dei potenziali donatori idonei. La raccolta del plasma iperimmune prosegue anche a Bari. Si tratta di una delle terapie sperimentali più volte sbandierate come una soluzione alla gestione dell’emergenza Covid ma come in molti altri casi allo straordinario clamore iniziale non hanno fatto seguito risultati altrettanto lusinghieri.

I motivi sono facilmente spiegabili: prima di tutto il numero dei donatori. Già normalmente è difficile raccogliere sangue, figuriamoci in un momento di emergenza come questo in cui la platea dei potenziali donatori è ancora più ristretta. Soprattutto questo, infatti, è il problema: non tutti quelli che sono stati positivi possono donare.

Gli studi condotti finora sembrano dimostrare che solo chi ha avuto una sintomatologia più importante, per esempio dove c’è stata la necessità del ricovero ospedaliero, ha un plasma utile alla cura. Non solo: la somministrazione di questo plasma nei pazienti deve avvenire entro 10-12 giorni dalla comparsa dei primi sintomi e siccome parliamo di terapie utilizzate in ospedale, è possibile che il paziente arrivi al ricovero quando ormai l’utilizzo del plasma iperimmune sarebbe inefficace. Il direttore del centro trasfusionale Angelo Ostuni ci ha spiegato meglio questi aspetti.

A scanso di equivoci, però, chiariamo una cosa: il plasma iperimmune, sebbene il suo utilizzo stia avvenendo in via sperimentale, sembrerebbe comunque avere efficacia in determinati casi specifici definiti dai protocolli. Ecco perché è importante che chi è stato interessato da forme più severe, abbia un’età  tra i 18 e 65 anni, non abbia avuto patologie pregresse importanti, dia la disponibilità per la donazione.

Nel barese i centri indicati dalla Regione sono tre: San Paolo, Miulli e Policlinico e chi ha avuto il covid e rispetti le caratteristiche indicate può sottoporsi allo screening pre-donazione per mettere a disposizione gli anticorpi sviluppati dal proprio organismo.


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