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sabato 17 Aprile 2021
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Nucleare, deposito nazionale dei rifiuti radioattivi: 7 regioni potenzialmente idonee. C’è anche la Puglia

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Sono 7 le regioni in cui sono state individuate aree potenzialmente idonee alla costruzione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. Tra queste c’è anche la Puglia. L’elenco comprende in tutto 67 luoghi potenzialmente idonei: 8 di questi sono in Piemonte, 2 Toscana, 4 in Sicilia, 14 in Sardegna, 22 nel Lazio, e 17 quelli compresi tra Puglia e Basilicata. Le due zone sono da accorpare in quanto la maggior parte dei siti risultati idonei si trovano nell’area murgiana – tra Altamura, Gravina e Matera – e diversi altri nella provincia della vicinissima Potenza. Individuata a che una zona a Laterza, in provincia di Taranto.

L’individuazione dei posti idonei, che non sono tutti equivalenti tra di essi ma presentano differenti gradi di priorità a seconda delle caratteristiche, di fatto dà l’avvio alla fase di consultazione dei documenti per la durata di due mesi, all’esito della quale si terrà, nell’arco dei 4 mesi successivi, il seminario nazionale. “Sarà questo – Spiegano dal Ministero dell’Ambiente – l’avvio del dibattito pubblico vero e proprio che vedrà la partecipazione di enti locali, associazioni di categoria, sindacati, università ed enti di ricerca, durante il quale saranno approfonditi tutti gli aspetti, inclusi i possibili benefici economici e di sviluppo territoriale connessi alla realizzazione delle opere”. Un processo al termine della quale potranno pervenire le candidature dei comuni.

Il deposito nazionale sorgerà insieme a un parco tecnologico su un’area di circa 150 ettari, di cui 110 dedicati al deposito e 40 al parco. Il deposito avrà una struttura a matrioska. Nel dettaglio, all’interno di 90 costruzioni in calcestruzzo armato, dette celle, verranno collocati grandi contenitori in calcestruzzo speciale, cosiddetti moduli, che racchiuderanno a loro volta i contenitori metallici con all’interno i rifiuti radioattivi già condizionati. In totale circa 78 mila metri cubi di rifiuti a bassa e media attività: si tratta dei rifiuti provenienti dal mondo civile e in special modo da quello medico e ospedaliero, dalle sostanze radioattive usate per la diagnosi clinica, come ad esempio per le terapie anti tumorali, e da tutte le attività di medicina nucleare.


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