26.2 C
Comune di Bari
lunedì 20 Settembre 2021
Home Attualità Imprese in Puglia, saldo positivo tra il 2020 e il 2019: +...

Imprese in Puglia, saldo positivo tra il 2020 e il 2019: + 1.222. Ma ci sono 16.405 addetti in meno

Notizie da leggere

Il saldo fra imprese nate e cessate in Puglia è positivo di 1.222 unità nel confronto tra il 2020 e il 2019, ma negativo in termini di addetti: -16.405. Lo evidenzia il Sismografo di Unioncamere Puglia nel 12esimo report dall’inizio della pandemia. In totale sono 382.535 le imprese registrate a fine 2020 e 1.122.456 gli addetti.

“Il primo segno della pandemia – commenta in una nota Luigi Triggiani, segretario generale di Unioncamere Puglia – non si vede sul numero di aziende, ma di lavoratori. Nonostante il blocco dei licenziamenti, registriamo la perdita di dipendenti, soprattutto fra micromprese, stagionali e lavoratori a termine. Il fenomeno però non riguarda tutti i settori, perché alcuni addirittura si muovono in controtendenza e assumono”.

L’andamento è figlio della performance delle società di capitale, che paiono maggiormente in grado di affrontare la crisi, ma anche del crollo sia delle iscrizioni (-17,5% rispetto al 2019) che delle cessazioni (-20,4%). “Le aziende – sottolinea Triggiani – danno l’impressione di aver spento i motori in attesa di eventi. Il varo di strumenti finanziari e fiscali del Governo potrebbe aver suggerito questa condotta. Nei prossimi mesi capiremo se la cura ha rinvigorito il malato o spostato il problema”.

Le province di Lecce, Taranto e Brindisi e in misura minore Foggia, trainano il dato dell’aumento delle imprese. Mentre Bari e soprattutto la Bat registrano un calo, sostanzialmente replicando la dinamica del centro-nord Italia. L’impatto del calo dei dipendenti appare pressoché proporzionale al numero di aziende di ciascuna provincia, a testimonianza di una certa pervasività territoriale dei primi effetti della crisi.

L’export regionale 2020 – dati provvisori, destinati a crescere in termini assoluti – si assesta intorno ai 5,89 miliardi di euro, con un calo di 735 milioni rispetto ai dati provvisori 2019. Su questo dato impatta negativamente soprattutto la manifattura, che fa male più o meno su tutti i fronti: metallurgia, farmaceutica e moda peggio di tutti. Ma anche chimica, automotive e meccatronica non fanno meglio. Buono invece il dato in crescita dell’export di prodotti dell’agricoltura e dell’industria alimentare.

I comparti che registrano le maggiori sofferenze per numero di imprese e soprattutto per dipendenti sono commercio, alloggio, ristorazione, industrie culturali e creative, servizi alla persona. Ma anche meccatronica, moda ed edilizia non fanno meglio. Vi sono però altri settori che fanno invece rilevare andamenti incoraggianti per iscrizioni e addetti, ad esempio installazione di macchine industriali, informatica, logistica su gomma, tecnici specializzati del settore casa (idraulici, muratori, elettricisti, impiantisti). A questi si aggiungono, come a raccontare visivamente la situazione pandemica, attività quali assistenza sanitaria, assistenza sociale residenziale (presso cliniche), disinfestazione e produzione di articoli in plastica.


Iscriviti per rimanere aggiornato sui fatti della città di Bari.

Guarda anche