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mercoledì 4 Agosto 2021
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Policlinico, ferma la macchina che rimuove i calcoli renali: la colpa non è solo del Covid

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Interventi bloccati da un anno. Reparti spostati come pacchi e apparecchiature inutilizzate. Riassunto, in poche parole: un caos totale al Policlinico. E il Covid non è l’unico responsabile. Il caso esempio è quello dell’urologia. Un apparecchio da svariati milioni di euro che si trova al quinto piano del Padiglione Asclepios. Chiuso a chiave in una stanza a fare polvere in attesa di un segnale dal cielo. Lo strumento in questione è quello per la litotrissia, una tecnica usata per la rimozione dei calcoli renali.

Nel gioco delle tre carte partito a inizio pandemia, con l’allestimento, lo smantellamento e il riallestimento di reparti Covid, proseguito poi con il sequestro di due padiglioni dell’ospedale, la scelta è stata quella di pianificare il trasferimento della macchina e della sua stanza schermata in piombo al piano -1. Il tutto però solo dopo nuovi e onerosi lavori a spese dei pugliesi destinati a svolgersi chissà quando.

Nel frattempo le tre chirurgie sono state spostate proprio al quinto piano. Una scelta che comunque non impedirebbe l’utilizzo del costoso apparecchio già dove si trova ora. Intanto la mortalità per cause diverse dal Covid continua a crescere. Le due urologie universitarie che prima realizzavano più di 2400 interventi l’anno ora a malapena possono arrivare a 500 e solo per ricoveri indifferibili o politrauma.

Un disastro per il quale nessuno vuole prendersi responsabilità addebitando tutto al virus. Il presidente della scuola di Medicina Loreto Gesualdo ha scelto di non rispondere negandosi al telefono. Mentre attendiamo di sapere dal Commissario Straordinario del Policlinico Vitangelo Dattoli come intenderà gestire questa assurda situazione.


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