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giovedì 29 Luglio 2021
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Covid in Puglia, ristoratori accusano la Regione: “Ancora arancioni a causa di dati comunicati in ritardo al CTS”

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Il passaggio della Puglia in fascia gialla “sarebbe stato possibile. Bastava attivare prima quei posti letto di cui il sistema sanitario regionale aveva disponibilità, comunicandolo al CTS che ogni settimana assegna le fasce valutando i dati regionali. Una decisione inspiegabile, quando settori nevralgici dell’economia pugliese sono al collasso per il protrarsi delle restrizioni”. Lo dichiara in una nota il coordinamento delle associazioni dei ristoratori pugliesi ‘Passione Horeca’, che sostengono di aver appreso di ulteriori posti di terapia intensiva fino a pochi giorni fa non attivati pur essendo disponibili.

“È a conoscenza di tutti – dicono i ristoratori – che il parametro che non ci ha consentito di passare in fascia gialla è proprio la percentuale di posti di terapia intensiva occupati rispetto al numero totale disponibile. Chiediamo sia fatta luce su quanto accaduto e su eventuali responsabilità, chiediamo spiegazioni. A partire da quando si è scelto di non comunicare al CTS quei dati che ci avrebbero consentito la riapertura a pranzo” continuano i ristoratori, parlando di “superficialità e scarsa considerazione da parte del governo regionale dei drammatici effetti economici e sociali delle decisioni assunte”.

“Non siamo più disposti – concludono – a tollerare scelte che gravano pesantemente sul futuro della nostra categoria e della sua lunghissima filiera. Il governatore Emiliano, in un recente passato, ci ha anche garantito l’istituzione di un tavolo di confronto per garantire condivisione di scelte e programmazione per il nostro settore. Questo atto non è più rinviabile”.


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