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martedì 20 Aprile 2021
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Giornata nazionale del Braille, il 22 febbraio convegno made in Puglia: “Straordinari i nostri puntini”

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Il Parlamento italiano ha inteso rendere merito all’illustre inventore del Codice di scrittura e di lettura, utilizzato da tutti i ciechi del mondo sin dalla metà del 1.800, istituendo il 21 febbraio la Giornata nazionale del Braille: un modo per non avvolgere nell’oblio il metodo, straordinario ed insostituibile frutto della brillante intuizione e della vivace intelligenza del giovane Louis Braille, e per sensibilizzare i cittadini di ogni età e condizione nella presa di coscienza di un Sistema, tanto diverso, quanto inclusivo.

L’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti – Consiglio Regionale della Puglia, quindi, nell’ottica di onorare il suo impegno di commemorazione e di sensibilizzazione, il 22 febbraio ha organizzato il convegno “Straordinari i nostri puntini! Un lungo cammino tante tappe in vista di traguardi sempre più ambiziosi”. Il convegno si svolgerà in conferenza audio-video sulla piattaforma Zoom e sarà trasmesso in diretta streaming anche sulla pagina Facebook dell’UICI Puglia.

Durante la manifestazione verranno illustrati gli strumenti manuali e tecnologici che attraverso l’uso del Braille permettono alle persone con disabilità visiva una piena accessibilità al mondo della conoscenza. “L’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti della Puglia, da oltre cento anni in sinergia con l’UICI Nazionale, tutela gli interessi morali e materiali delle persone con disabilità visiva – è scritto in una nota -, impegnandosi, altresì, con ogni mezzo nel favorire l’emancipazione culturale e sociale delle stesse al fine di renderle principali protagoniste della loro esistenza”.

“Nonostante le grandi conquiste nel campo dell’educazione dei ciechi e degli ipovedenti nella scuola – proseguono dall’UICI -, il percorso di integrazione non è ancora concluso, ma ha davanti a sé un lungo cammino: la scuola non sempre garantisce ancora, ai giovani ciechi e ipovedenti, pari opportunità di apprendimento, di accesso alla cultura e all’informazione”.

“A titolo di esempio – concludono – i testi scolastici arrivano in ritardo, l’assistenza scolastica domiciliare è talvolta carente, così come la consulenza ai genitori e agli insegnanti di sostegno. Questi poi, spesso, non hanno una preparazione specifica e conoscono poco il sistema di lettura e di scrittura Braille, condizione essenziale per il non vedente che deve conseguire una piena autonomia e una efficace integrazione nel tessuto sociale, scolastico, lavorativo e culturale”.


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