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sabato 10 Aprile 2021
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Ipotesi scuole aperte fino al 30 giugno. Presidi di Puglia: “Occorre recuperare contenuti, non giorni”

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“Secondo noi, se di recupero di deve parlare, non è un discorso di recuperare giorni per i quali non si vede lo spazio, è un discorso di recuperare contenuti, di recuperare gli studenti che sono rimasti ai margini della didattica a distanza e ce ne sono tantissimi: si stima che siano circa un terzo, incluso il lockdown dell’anno scorso. Ci sono studenti che la scuola l’hanno vista con il binocolo”. Lo dichiara all’ANSA Roberto Romito, presidente dell’associazione nazionale presidi della Puglia, commentando l’ipotesi che le scuole restino aperte almeno fino al 30 giugno per recuperare il tempo perso durante la pandemia.

“Mi sembra che l’ipotesi di prolungare il termine di scadenza delle lezioni, che comunque non potrebbe andare oltre il 30 giugno – dice Romito – sia stata messa in secondo piano rispetto ad un’altra ipotesi, che è quella di provvedere a un recupero per i ragazzi che hanno subito un deficit formativo rispetto ai tanti giorni di didattica a distanza che sono stati fatti e che magari non hanno potuto seguire”.

“Mi sembra, dalle parole del ministro – aggiunge – che punteranno su un discorso di corsi recupero che probabilmente potranno iniziare anche nel corso dell’estate, ma per i quali dovranno provvedere a delle risorse, perché dal punto di vista contrattuale i docenti non sarebbero tenuti a farlo”, quindi “come e quando farli sarà il Governo a dover trovare gli strumenti”.

Secondo Romito, “che ci sia necessità di fare un recupero è indubbio. Non si tratta di un recupero perché gli insegnanti hanno perso tempo, sono gli studenti che hanno perso” e “non è un fatto che si scopre oggi che c’è un divario territoriale all’interno del Paese per quanto riguarda i livelli di istruzione e di apprendimento”.

“I dati degli Invalsi – conclude – lo testimoniano. Questa è una cosa importante: che il ministro ha fatto cenno proprio alla necessità di fare rapidamente le indagini Invalsi finalizzate a questo discorso del recupero. Se non ci sono dati è difficile capire dove indirizzare le risorse”.


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