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venerdì 26 Novembre 2021
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Policlinico di Bari, terapia intensiva neonatale: bimbi cullati dalla musica. Al pianoforte medici e infermieri – VIDEO

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A cullare i bimbi ricoverati nella terapia intensiva neonatale del Policlinico di Bari arrivano le note suonate da un pianoforte donato al reparto diretto dal professor Nicola Laforgia: sonate e sinfonie eseguite direttamente da medici e infermieri del reparto. Grazie alla generosità della ditta di strumenti musicali 88 tasti di Bari, infatti, un pianoforte è stato donato all’unità di Neonatologia e Terapia intensiva neonatale. Il piano è stato posizionato nell’area antistante l’ingresso del reparto in maniera tale che le note possano essere ascoltate anche all’interno. L’iniziativa nasce da un’idea del medico Alessandro Grassi.

“In reparto abbiamo un sistema di interfono che utilizziamo per chiamare i genitori dei bambini e un giorno, invece di chiamarli per nome, ho usato un brano musicale. Ho detto loro: quando sentite la musica, potete entrare – racconta Grassi -. La reazione è stata sorprendente, un papà si è commosso perché dopo mesi di difficoltà sentiva qualcosa di bello. Qui in Neonatologia i pazienti non sono solo i bambini, ma anche i genitori. È stato allora che ho chiesto informazioni alla scuola di musica che frequenta mia figlia”.

In poche settimane è giunta la donazione. Ieri l’inaugurazione del pianoforte con l’esecuzione di brani del repertorio classico e leggero come la Sonatina di Beethoven, I giorni di Einaudi e Over the rainbow di Arlen. A suonare i medici Manuela Capozza, Antonella Filannino, Vittorio Stallone e lo stesso Grassi.

“Vogliamo rendere gli ambienti più a misura di famiglia – spiega Laforgia – in reparto ospitiamo bambini anche per mesi e far sentire la musica significa riuscire a dare alle famiglie un’immagine dell’ospedale che non sia solo quella di luogo di sofferenza, di paura e di difficoltà, ma anche un luogo dove attraverso la musica si possono trasmettere sensazioni positive. Ci impegniamo a ridurre i rumori molesti dei monitor e delle apparecchiature della terapia intensiva e la musica diventa una vera e propria cura: anche questo – conclude – ci può aiutare a fare meglio il nostro lavoro”.


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