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giovedì 22 Aprile 2021
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Tumore al fegato, Miulli di Acquaviva: primo caso al mondo operato per via robotica con paziente sveglio

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Al Miulli di Acquaviva, per la prima volta al mondo un tumore epatico maligno è stato asportato per via robotica in un paziente sveglio. La peculiarità dell’intervento sta nel fatto che il paziente, che non poteva essere operato in anestesia totale per dei gravissimi problemi respiratori, è stato operato con una anestesia periferica: controllo del dolore, ma paziente sveglio e in respiro spontaneo per tutta la durata dell’intervento.

Il paziente era stato valutato da numerosi centri in Italia che avevano controindicato l’operazione per il rischio, valutato con una percentuale del 90%, di non risvegliarsi a causa dei suoi problemi respiratori. “La scelta di svolgere l’intervento chirurgico per via robotica è stata fatta al fine di poter utilizzare la tecnologia più all’avanguardia per ridurre al minimo i rischi di complicanze – spiega il dottor Riccardo Memeo, direttore di Chirurgia Epatobiliopancreatica del Miulli, che ha condotto l’intervento con la dottoressa Valentina Ferraro e il dottor Carlo Alberto Schena -. Abbiamo infatti utilizzato la visione tridimensionale, la fluorescenza e le ricostruzioni tridimensionali per guidare la resezione chirurgica”.

L’intervento è stato svolto grazie alla collaborazione con il dottor Carmine Pullano, specialista in anestesia neuroassiale, coadiuvato dai dottori Gaetano Pavone, Claudia Piacente e Miriam Varvara, specialisti in anestesia dei trapianti di fegato e chirurgia epatobiliare avanzata, sotto la supervisione del dottor Vito Delmonte, direttore di Anestesia e Rianimazione del Miulli. Il paziente, sveglio durante tutta la procedura durata circa 3 ore, ha potuto assistere alle varie fasi dell’intervento, permettendo una regolazione continua dell’anestesia per ottimizzare la sua collaborazione durante tutte le fasi della procedura.

Grazie a protocolli di riabilitazione postoperatoria messi in atto dagli infermieri del reparto di chirurgia, il paziente poi è rientrato a domicilio in perfette condizioni generali a 72 ore dall’intervento chirurgico, felice di aver potuto risolvere questo grave problema di salute.


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